Speriamo il Signore ci darà tutte le grazie necessarie; è una Missione inesplorata [l’Etiopia]; non sappiamo ancor dove passare: dal Nilo e dalle Missioni del Gekoio, o da Massaua.

Ho scritto al Console, è un medico che deve passare a Torino per introdurci; cerchiamo un capo, perché sono tutti principotti che hanno libertà quasi assoluta.

Mi scriveva il Felizzati: cercherò qualcuno dei capi più malleabili. - Bisogna essere disposti a studiare una lingua nuova. Il Kaffa era il sospiro antico; s’intendeva già d’andar lì da principio, avevamo già il permesso e poi siamo andati a Mombasa. Bisogna armarci di Spirito: studio, lavoro; pochi operai, ma pieni di spirito Apostolico; tutti per questo scopo.

Diciamo pure: Deo gratias! Non ci meritiamo quello che ci stimano. - Il Serafini mi scrive: “Che c’è in India un convento!...” - “Scusi non siamo a proposito” (per fare i riformatori).  (cfm,I, 561) Finora i nostri laggiù [in Etiopia] si son fatti passare per mercanti, ma ora voglio che entrino con la testa alta, come missionari. I Lazzaristi ed i Cappuccini francesi sono entrati così, e perché gli Italiani no? Mi è arrivata una magnifica lettera della Duchessa d'Aosta la quale molto si occupa di questo affare presso il Ministro degli Esteri. Egli ha già telegrafato al Console di Addis Abeba che facesse subito le pratiche, e speriamo.  (cfs,I, 153)

All’indomani fummo in Propaganda [a Roma] e ci hanno offerta subito un’altra missione; ma non abbiamo accettato perché non abbiamo mica l’ambizione di avere del territorio, era una missione doppia dell’Italia, che era affidata al Collegio di S. Pietro e Paolo ed ora si ritirano per mancanza di soggetti. “Capirà, mi diceva il Direttore, se in coscienza possiamo lasciare un missionario a Pisa, uno a Napoli e uno a Milano”. E’ una missione sotto il Messico; ma noi abbiamo domandato che ci dispensassero. Se fosse un vero comando, o anche solo un desiderio, ma si trattava semplicemente di un’offerta libera; ma ci hanno detto che quando l’avessimo voluta ce l’avrebbero data, ma abbiamo detto: “Noi vogliamo infedeli”.  (cfm,II, 112)

Mi diceva il Segretario di Propaganda Fide, Card. Veccia: la vigna è nostra, quando uno non può fare tutto si dà ad un altro, purché si possa convertire. E fa tanta pena vedere che si cerca solo estensione, e poi? e queste sono storie! se la missione non si può coltivare si lascia stare! che si cerchi un altro che possa. E mi diceva: I nostri padri, i Gesuiti avevano una missione in America, e non si poteva più sostenere e si sono raccomandati a Propaganda, perché se potevano la dessero ad un altro; e dicevano: noi lascieremo tutto come si trova e quei che verranno piglieranno tutto. E diceva che deve essere così. Certe comunità vogliono un’estensione immensa, e questo è zelo cattivo; quando vi sarà data un’estensione come mezza Europa e siete quattro gatti, e allora? - Noi non faremo così! neh? speriamo che come nel Kenya, essere tanti e bene; così nel Kaffa essere tanti individui da popolarlo tutto, e per ora non cerchiamo altre terre.  (cfm,II, 269)

Di S. Michele Arcangelo, il senso comune dei fedeli lo tiene per Custode della Chiesa Cattolica, come prima era della Sinagoga. Noi raccomandiamo al medesimo il Kaffa perché faccia per noi ciò che fece con Lucifero et angelis ejus, ut detrudat in infernum quei demonii che ostacolano l’entrata dei nostri colà, donde sentono doverne partire dopo il possesso da tanti secoli. In riconoscenza lo costituiremo speciale Patrono dopo la SS. Consolata della Prefettura, e prometto di dedicargli una Stazione.  (cfm,II, 365 msc)

Ho intenzione che una delle prime stazioni del Kaffa sia dedicata a S. Michele Arcangelo; è lui che ha cacciato nell’inferno il diavolo [...] e così promettiamo che faremo una bella stazione dedicata a S. Michele; sebbene sia sempre la Madonna che debba essere a capo; tuttavia abbiamo fatta un’eccezione; come nel Kenya le missioni del S. Cuore e di S. Giuseppe; e così come nel Kenya c’è S. Giuseppe all’entrata delle missioni, così nel Kaffa metteremo S. Michele; affinché scacci il diavolo nell’inferno; [...] coad. Aquilino è tornato indietro a portare le notizie ma finora sono là come mercanti; ma bisogna pregare, ma proprio come missionari; abbiamo anche domandato una raccomandazione alla Regina Madre, ma non ha risposto; invece abbiamo pregato la Duchessa d’Aosta ed ha risposto subito; è tanto buona; è gente che capisce; ha fatto chiamare il ministro degli esteri, ed ha fatto avere una lettera originale ed ha risposto che si faceva di tutto; e così si spera di poter fare che entrino là non solo come mercanti ma veramente come missionari; la Duchessa è una santa donna, che capisce; quando si usano questi mezzi umani... ma tuttavia sono molto più i mezzi divini; e mi pare sia S. Michele che ci debba aiutare. Lo terremo poi lui al principio delle missioni del Kaffa; ma bisogna che cominciamo ad onorare questo angelo fin da qui perché dovrete poi lavorare sotto di lui, e così lui vi aiuterà poi là ad andare contro il demonio; io vi conto tutto quello che consola ed anche le spine; una bella lettera che mi ha scritto di là (dal Kaffa) e... sì, ibant gaudentes, una lettera piena di spirito...  (cfm,II, 368-369)

(Qui cambia argomento, parla un po' di missioni, quindi continua:) Nella Cina vi sono Vicariati con molti milioni di anime, mentre in Africa contano appena tre, quattro milioni per Vicariato. Al Prefetto di Propaganda ho detto che dei Missionari ne manderemo poi anche noi, ma prima c'è quel posto... Abbiam detto che siamo sempre disposti a fare la volontà del Papa. Non guardare nella carta se questo è nostro, tutto quest'altro è nostro: guardare le anime se son nostre. Prima dunque c'è l'Africa, poi in secondo luogo c'è quel posto..., e poi andremo dove vogliono loro (S. Propaganda).  (cfs,II, 548-549)

Ci han già scritto offrendoci una quarta Missione; è nell'Africa Occidentale, ma ho risposto che non l'accettavo; volevano che mandassimo subito due sacerdoti, ed ho detto loro che non potevo mandarne nessuno. Foste tutti S. Francesco Zaverio! Ma non lo siete... Oh, se foste S. Francesco Zaverio, allora sì, vi manderei nella Cina, nel Giappone, dappertutto; se non avessi dei sacerdoti, manderei anche solo suore, ma...  (cfs,III, 126)

Ci hanno invitati per una quarta Missione... e abbiamo risposto di no... Eh, si fa presto a spargere gente... se foste tutte S. Francesco Zaverio, allora sì,... ma... Anche la donna può fare, ma ci vuole l'energia di S. Teresa; nen kui mulanciun...  (cfs,III, 127-128)