Sapete ciò che mi consola di più? E' di aver sempre fatta la volontà dei superiori. Quando venivano delle croci, ebbene...   (cfs,II, 346)

Per voi è più perfetto fare ciò che l'ubbidienza vi comanda, ma per me che son solo non è così. Per esempio, alle volte penso di dare uno sguardo alla gazzetta, ma c'è sempre qualcosa da fare più utile della gazzetta e quindi finisco poi di domandare, come faceva il Ven. Cafasso, a qualcuno se vi è qualche notizia che possa essermi utile, e la gazzetta la lascio stare.    (cfs,I, 268)

Com'è bella quella preghiera di Madama Elisabetta di Francia: Che mi accadrà quest'oggi, o mio Dio?... Non lo so... ecc. La recito tutte le mattine nel ringraziamento della S. Messa.   (cfs,II, 54)

A me piace molto una preghiera che riguarda la confidenza in Dio; un giorno o l'altro ve la porterò. "Io non perderò mai la confidenza in Voi, o mio Dio". Ah, com'è bello!   (cfs,II, 443)

Fate un abito di fare il più perfetto e poi potrete farne voto; ci son di quelli che anche presentemente ne fanno il voto. Come quello là che lasciò la gazzetta fino a sera perché trovò sempre altre cose da fare più perfette (sorriso generale perché la persona non nominata, ben lo comprendiamo, è il nostro Ven.mo Padre. Egli se ne avvede e sorride con noi).   (cfs,II, 176)

Anch'io potrei starmene tranquillo: andrei fino in coro; poi me ne andrei a pranzo..., poi leggerei un po' la Gazzetta... e poi mi metterei a dormire un poco... e poi, e poi... (con forza) e poi... me ne morirei da folle... E' questa la vita che si deve fare? Vedete, siamo destinati a voler bene al Signore. Dobbiamo far del bene, il più possibile. Mi basterebbe star lì tranquillo, Rettore della Consolata, eppure...   (cfs,II, 556)

Pregate anche per la nostra cara sr. Amalia che è già nell'anticamera del Paradiso. Andai a vederla; si sente solo più poco a parlare. Edifica proprio vedere com'è preparata.

Abbiamo pregato, fatto novene, ma il Venerabile non lo vuol fare questo miracolo; si vede che non è nei disegni di Dio; forse non sarà bene per lei. Le parlai del Paradiso e le raccomandai di stare lassù come missionaria; che ci aiuti poi di là, che protegga le Missioni, che lavori insomma, e mi disse di sì. Poi sapete quel che mi chiese? Mi disse - e si sentiva appena - "Mi permetta Padre, almeno per i pochi istanti che mi rimangono, di fare il voto del più perfetto". Vedete che spirito! "Ebbene, sì, le risposi, facciamolo assieme". E glielo spiegai. Io le promisi poi che non l'avremmo lasciata in Purgatorio e le dissi di nuovo che andando in Paradiso facesse davvero la missionaria: abbiamo fatto i patti prima. E' invidiabile la sua disposizione; il Signore la santifica. Ma io non voglio che moriate; finché muore una per andare ad aiutarci di lassù, va bene, ma se tutte muoiono, che cosa si fa?    (cfs,II, 609)

In Seminario dove stetti ben 14 anni ascoltavo la voce di Mons. Gastaldi che mi chiamò a Dir. Sp.le, e più tardi la stessa voce che mi voleva alla Consolata; e ciò contro i consigli di chi per falso amore mi compativa e m’invitava a fare di mio capo. Vedete quindi com’io ora dando uno sguardo al passato possa con santa compiacenza rallegrarmi di avere ubbidito alla voce di Dio manifestatami dai Superiori; ed ora godo della certezza di aver sempre camminato per la via da Dio assegnatami. Perciò usai delle grazie sparse nel cammino a mio ed altrui bene. - Mi consola pure che avendo così fatta la volontà di Dio, Egli avrà anche aggiustato le mie deficienze e perdonato alle mie mancanze per me e per gli altri.

Se io fossi come S. Paolo vi direi: imitatores mei estote. Sì, come sarete contenti se arrivati alla mia età e più ancora, potrete dire di aver sempre tenuta la vostra via e non deviato per isbaglio o per cattiva volontà.  (cfm,I, 489-490 msc)

Quando vado in quella Cappella! Quante grazie il quel Seminario, non posso contarle!... Poi alla Consolata sono 30 e più anni! Voglio che lo sappiate, non c’è niente da gloriarsi! E’ per colpa vostra ch’io sono qui e sono guarito, dovrei già essere morto e là in Paradiso! Fu un miracolo perché il sangue era già decomposto. Il Signore poteva servirsi di un altro certamente e che avrebbe fatto meglio di me. Avrebbe avuto più tempo di occuparsi di voi: ma un’altra persona che vi voglia meglio di me, non lo credo.

Adesso ho fatto il mio panegirico, panegirico di grazie. Domani è il dì del mio battesimo; stetti una sola notte ebreo, una volta si guardava questo, ora si aspetta il padrino... Se non c’è uno si mette un altro. Non bisogna aspettare, si acquista i meriti della Comunione dei Santi. Domani pregate per me. Bisogna dare tanta importanza al battesimo. Quello che dovete ringraziarlo è della vocazione al sacerdozio; onor et gloria a Dio: mihi confusio. Quando si va e non si devia ci aiuta ed aggiusta le fute. Quel che mi consola di più è che ho sempre fatto quel che il Signore voleva da me; quando doveva incominciare gli studi, entrare in Seminario, non cras... hodie. Questo consola, mai si è deviato.. Quando Mons. Gastaldi mi fece Direttore spirituale del Seminario (io non ne avevo la più lontana idea) andai a lui, e gli dico: Sono giovane... voglio essere figlio dell’Ubbidienza per me speravo di essere un piccolo parroco...! Voi parroco? Ti dò la prima parrocchia di Torino, il Seminario”.

Quando mi mandò alla Consolata era un ospizio di preti vecchi, non avevo ancora 30 anni; gli domandai: “E’ proprio volontà di Dio? Non ho ancora 30 anni, non ho esperienza”... “Vedi l’esser giovane è un difetto che si corregge un po’ per volta! Li sbagli, sei giovane, li rimedierai”. Bisogna sapere di essere dove il Signore ci chiama. Se non avessi accettato, Mons. Gastaldi avrebbe accettato il “no” ed io non avrei preso la strada sulla quale mi voleva il Signore. (cfm,I, 492)

Chi avrebbe detto che avrei dovuto fare quello che ho fatto? L’ideale era di fare il Vicecurato e poi forse il Curato, e invece Mons. Gastaldi mi ha chiamato, e se io avessi insistito, egli non insisteva e mi avrebbe detto: “bene, va pure”, ed io sarei stato fuori di strada per tutta la vita. (cfm,II, 62)

Quest’oggi [compleanno] io ho fatto il ritiro mensile, naturalmente e ho ringraziato il Signore, ed ho supplicato il Signore a perdonarmi quando dovrò rendere conto di tutte le grazie che ho ricevuto. Ne avrò tanti rendiconti da rendere io sapete! Tuttavia non mi affliggo per questi rendiconti. Ho sempre fatto la volontà di Dio, di questo non ne dubito; dunque Signore, supplite voi! Questo sono certo che ho sempre cercato di fare la volontà di Dio in tutto, senza guardare in faccia a nessuno... Ma ad ogni modo non tocca a me fare il mio elogio; non c’è che da ringraziare il Signore.

[...] Quello che il Signore vuole è la buona volontà e poi il Signore aiuta. E difatti mi ha sempre aiutato, materialmente e moralmente. Tutto per il Signore! ... Coll’aiuto del Signore ho lavorato sia alla Consolata come qui ed in Africa. Adesso sta a voi a compire i disegni di Dio: non posso far tutto io, a ciascuno la sua parte.  (cfm,III, 34)

Credetemi, c’è niente di più consolante e tranquillo che aver fatta la volontà di Dio, manifestata dai Superiori. Sono così persuaso di aver sempre fatta la volontà di Dio, perché nei miei Superiori ho sempre avuto confidenza, e fatto quello che mi dicevano, cominciando dai nostri Arcivescovi.  (cfm,III, 233-234)