Al mattino il sacrifizio di saltar su al primo suono della campana, come S. Vincenzo de’ Paoli, cui il secondo colpo non lo trovava più al luogo ov’era al primo. Io credo sia una benedizione su tutta la giornata; se poi avvenisse di non farlo ne sentirei pena tutto il giorno.  (cfm,I, 87)

Quel primo sacrificio [alzarsi prontamente alla campana della levata] deve attirare le benedizioni su tutto il resto della giornata. Io prego il Signore che, se non lo fate, vi mandi dei rimorsi. Io ho pregato il Signore che se manco un mattino non mi lasci quietare tutto il giorno, e sono contento. (cfm,I, 179)

Il Rettore vero è N. Signore, io sono solo il Suo rappresentante. Quando baciate la mano a me, la baciate al vero Rettore. Non mi sono mai lasciato baciare la mano; ma adesso sono stato consigliato, comandato...  (cfm,I, 197)

Bisogna che diate una grande importanza alla declamazione per portare una predica un po’ bene, non esagerata, ma opportuna.

[...] Certo ci vuole un po’ di naturale, ed è il Signore che lo dà; io per me non sono mai stato tanto...  (cfm,II, 15)

Io certo dopo 14 anni di Seminario ho pianto, ma certo non tutti pensavano così, e per lo più si desidera...  (cfm,II, 21)

[Dopo aver spiegato l’Accusa Pubblica]. (Dopo due minuti di riflessione si alza e dice): Come a superiore della comunità, tocca a me a dare il buon esempio. (Ed inginocchiatosi sul pavimento) Domando perdono della mia ineguaglianza di spirito (cui spiega poscia con poche parole che non ricordo più bene).  (cfm,I, 318)

In due minuti io leggo la Gazzetta (il nostro Ven.mo Padre ha in mano il giornale dove è descritta la funzione che si è fatta per la festa di S. Andrea Avellino al santuario della Consolata). In due minuti leggo sempre la Gazzetta, incominciando dai morti e dico loro un requiem.  (cfs,II, 176)

Qua dentro Gazzette non voglio che entrino. Una volta sono entrato in un monastero ed ho visto una gazzetta sul tavolo; meditare le verità eterne, e non la gazzetta! Io in due minuti la gazzetta la leggo; incomincio dai morti e dico un Requiem, poi vado a tavola e non so niente.  (cfs,II, 178-179)

Vedete, quando passo per la via Basilica, al sabato specialmente ingombra di carri, e m’accorgo che i carrettieri stanno questionando, onde posso prevedere che avverranno probabilmente bestemmie, riparo prima: Sia lodato G. C., e qualche volta non sento alcuna bestemmia, questionano sì, ma non bestemmiano: che se non riesco ad impedirle sempre, voglio almeno che il Signore abbia prima la lode che la bestemmia. (E non è pensar male aspettare che abbiano a bestemmiare; ne dicono di tutti i colori...).  (cfm,I, 245)

Fate così: quando uscite e vedete da lungi qualche carrettiere, o rozza gente che già attende il vostro passaggio e già capite che insulteranno alla vostra religione, alla vostra dignità, dite - prima che succedano sconci - tante giaculatorie; vedrete che sarà un'arma sicura per risparmiare qualche bestemmia. Io faccio così e già mi accorsi che giova assai questo mezzo.   (cfs,I, 58)

Quando leggo il foglietto delle offerte (lo leggo prima che lo pubblichino e lo rileggo dopo) vi assicuro che faccio una vera meditazione: mi fermo di tratto in tratto a far qualche aspirazione a Dio, per essi, a pregare per quei che son morti... Quelle offerte sono lacrime, son sangue... e noi le sprecheremo?  (cfm,I, 243)

Vedete: quando mi scrivono gli altri, io taglio quel foglio che avanza e lo conservo; se non c’è un foglio ne prende (sic) anche solo 1/4: ciò [può] servire per piccole noterelle, quando la convenienza non esige un biglietto di visita od un bel foglio.

[...] Noi generalmente abbiamo tutti due vesti (io ne ho due); eppure ne abbiamo già più degli Apostoli che il Signore mandò sine pera, ecc., con un’unica tunica...  (cfm,I, 242)

Io da tanto tempo porto questa talare al Duomo: in questi giorni è piovuto, ebbene, il domestico non me l'ha mai dovuta pulire e non c'era una punta di spillo di fango. Bisogna guardare dove si va, non camminare con la testa nel sacco. Passa un'automobile? Scappare se no vi sporca da capo a piedi... e poi si sta lì... quasi stupiti di essere stati spruzzati...

[...] Quando vedo in giro qualcuna che va come certe madame di Torino... che poi fanno ammattire la serva... Aver le vesti già un po' logore, eh, va bene, ma non strappate. Mi piace vedere i tok, ma non i buchi. Così delle scarpe.   (cfs,III, 58)

Un giorno mi è venuto in mente di contare tutte le buone ispirazioni che il Signore mi mandava durante quella giornata. Mi sono messo al mattino, e contavo, contavo, guardando anche di trarne profitto e metterle in pratica, ma sì... arrivato a mezzogiorno ne avevo già un buon numero, potevo mica più andare avanti.  (cfm,II, 475)

Quando di laggiù viene qualche notizia non troppo buona mi esamino subito e penso: è colpa mia? Ah! quando penso alla responsabilità che ho di voi!... alle volte di notte va via persino il sonno.  (cfs,III, 118)

Sicuro che io ho la responsabilità vostra, del vostro avvenire, ma quanto il Signore mi darà da fare, con le mie deboli forze (procurerò di adempierlo). Ecco perché avviene che io sono sempre pauroso, finisco per essere vecchio, ma tra lo spavento del vostro avvenire e di quello di tante anime che aspettano da voi la salvezza...

Ma devo dirvi: quest'oggi [19 marzo 1916] è giorno di verità; devo dirvi che tutte le volte ch'io vado via di qui sono consolato perché c'è buon spirito.  (cfs,I, 330)

Io nella mia cappella uso sempre la stessa pianeta e lo stesso calice tutti i dì anche a Pasqua; è quello del Vener. Cafasso: mi piace il bello tutti i dì.  (cfm,II, 372)

(Si parlava delle reliquie di S. Luigi).

Una che avete è un regalo che vi ho fatto io; chissà dove l’ho presa. Voi poco per volta mi spogliate di tutto!... Avevo tanti libri nella mia camera; ma sì; vengono là, specialmente prima della partenza per l’Africa, e guardano, girano, osservano, e cominciano a dire: O come è bello!... E siccome in quei momenti il cuore del Rettore è tenero, tenero, tenero, si lascia tirare facilmente. Così mi hanno portato via tutto. Avevo una bella Croce d’argento con entro una reliquia del S. Legno, e d’attorno le reliquie di Santi principali. Una volta viene là Monsignore, e appena l’ha vista, si mette a dire: Oh che bella Croce! Che belle reliquie! e la guardava con una voglia, che gli ho detto: Là, prendila!!...

Avevo le meditazioni del Chaignon in 6 volumi; viene là uno prima di partire e dice: Come sono belli! Va proprio bene per portare in tasca, e l’ha preso!... Così avevo una Bibbia in pochi volumetti senza note, e me l’hanno anche portata via. Quella Croce di Mons. Perlo era un ricordo: Quando è morto il Can. Soldati, mio Direttore in Seminario, io l’ho sempre assistito, e si può dire che è morto nelle mie braccia, e aveva quella Croce in dosso. Quando è morto, i parenti l’hanno presa, l’hanno fatta pulire bene, e poi me l’hanno offerta come ricordo. Il più bello è che certe volte io non ricordo più che la roba me l’hanno presa e la cerco. Una volta cercavo questa Croce, e non la trovavo. Ho domandato ai Superiori della Consolata, perché qualche volta vengono anche loro a portar via: “Ma dunque qualcuno di voi ha visto una Croce d’argento con delle reliquie?”. Fin che qualcuno mi ha poi detto: E non si ricorda più che se l’è lasciata portar via da Mons. Perlo?  (cfm,III, 219)

Chi è umile trova che tutti sono migliori di lui...; non rendendo male per male... Passando per la strada ci prendiamo qualche volta dei "qua qua"; non augurar male, ma al contrario benedirli, pregare per loro.   (cfs,II, 110)

Piaccia o non piaccia, fa lo stesso, non dipende dal piacere vostro il mio operare, ma dalla volontà di Dio a mio riguardo.   (cfs,II, 372)

A S. Ignazio, diceva lui, sarebbe bastato un quarticello d'ora per mettersi a posto, qualora la Compagnia venisse distrutta; ciò non mi piace. Quando lessi questo, dissi: Buon Santo, dovevate mettervi a posto subito, e non aspettare un quarto d'ora! Ma il Santo l'avrebbe fatto lo stesso, si sarebbe messo a posto subito.   (cfs,II, 209-210)

(Il nostro Ven.mo Padre, riguardo al caldo che comincia a farsi sentire, esclama:) Se viene un po' di caldo, prendiamolo per amor di Dio, sarà tanto di purgatorio fatto. Quando verrà l'inverno, allora prenderemo il freddo. In Paradiso poi più niente, ma adesso non è il tempo del Paradiso. (cfs,II, 298)

Un giorno un giovane che aveva ricevuto il congedo militare si presentò a me (è un infelice già stato in prigione) e mi disse che era stato dai Valdesi i quali gli avrebbero dato 300 lire solo per lasciare il suo nome. Io gli dissi di portarmi le condizioni tanto per vedere. Me le portò, lessi ed... oh! altro che nome... Vedete come fanno questi protestanti? Per fare del male distribuiscono anche denari. Certo io strappai quella carta e misi quel giovane in un posto a lavorare. Costui me l'ha già fatta altre volte, ma come fare? Non potevo mica lasciarlo andare là...   (cfs,II, 485)

Stamattina venne a trovarmi un prete e mi disse che nella sua comunità non veniva più nessuno, ed avevano un solo postulante. Come va? domandai, ci sarà qualche tarlo. - Sì, mi rispose, ci manca la carità. - Non mi è nuovo questo, aggiunsi io, lo sapevo già da altri; e come l'ho saputo io, così l'avranno saputo molte altre persone. Ora, chi vuole andare a ficcarsi lì dentro? Mettetevi in regola, date buon odore di santità ed attirerete la gente. Certamente una persona di buon spirito va dove c'è osservanza.   (cfs,I, 278)

Io son persuaso che in Paradiso ci saranno di quelli che sono più santi dei Santi che si venerano sugli altari. Qualche buona donnetta, qualche suora che qui scopava solo, lassù saranno vicino ai Cherubini.   (cfs,I, 199)