Quell’anno che fui costretto ad andare in campagna al Piano della Mussa, in quella cappella non c’era il Signore... non mi piacque... si sta così male lontano dal Signore... L’anno dopo andai a Ceresole, ma là c’era il Signore.
[...]
Voi poi fortunati che dormite sopra il Signore... se potessi dormire qui vorrei pormi proprio sopra il Tabernacolo... (cfm,I, 284-285)
[...] ci sarebbe necessario avessimo una adorazione quotidiana giorno e notte come i Sacramentini: 3 ore al giorno davanti al SS. Sacramento. - Ci facesse questa grazia dovremmo essere contenti, e... più si sta, più si starebbe: non vi è noia nella sua conversazione. (cfm,I, 564)
Perché il frutto della S. Comunione perseveri nell’anima nostra, bisogna unire una Comunione all’altra, in modo che il tempo frammezzo s’impieghi parte in ringraziamento della Comunione precedente, parte in preparazione alla seguente. Una persona (che, da ciò che disse altra volta, è egli stesso) teneva questo metodo: fino alle 8 continuava il ringraziamento prossimo: esso si può continuare anche nello studio, indirizzando ciò che facciamo a quel fine, ecc. Dalle 8 poi alle 10 ripigliava gli atti di ringraziamento, cominciando dall’Adorazione: unirsi agli Angeli e Beati del Paradiso per adorare il Signore: Benedicite omnes Angeli Domini Domino; benedicite, caeli, Domino.
Per fare questo ed altri atti non è necessario fare cose particolari, basta indirizzare ciò che facciamo in tal tempo a quel fine.
Dalle 10 alle 12 atto di ringraziamento in unione ai giusti della terra: Benedicite, spiritus et animae justorum Domino, benedicite, sancti et humiles corde, Domino.
Dalle 12 alle 2: atto di offerta: il tempo del pranzo è appunto adatto per fare tante piccole offerte: unirci alle bestie, che sono invitate nel Benedicite: Benedicite omnes bestiae et pecora, Domino, perché nell’atto del mangiare non ci facciamo simili a loro.
Dalle 2 alle 4 atto di domanda, in unione alle piante, che tendono sempre verso il cielo, specialmente se strette da altre piante in una foresta: Benedicite universa germinantia in terra, Domino.
Dalle 4 fino alla visita della sera: atto di consolazione in unione alle pietre, desiderando d’essere pietre per la gloria di Dio.
Dalla visita comincia il preparamento remoto per la Comunione seguente, e consiste in tre atti: di fede, umiltà, amore: ripetere a noi stessi quel che diceva quel ministro invitato dal re a pranzo: Cras cum rege pransurus sum, e con che Re.
Se ci svegliamo la notte ed al mattino appena alzati, immaginarci che il Signore ci dica, come già a Zaccheo: Festinans descende, quia hodie in domo tua oportet me manere; e discesi poi in Cappella, al più presto possibile, dire al Signore: Mane astabo et videbo - stamane starò qui e ti vedrò, ti conoscerò, o Signore.
Queste sembrano piccolezze, ma servono molto; siamo tanto materiali che abbiamo bisogno di queste cose; ed una volta assuefatti le faremo con tutta facilità; coloro che le disprezzano è per pigrizia. (cfm,I, 296-297)
Oh, felicità! dire una Messa! E quando c’è da dirne 3, c’è un gusto! Una messa serve di preparamento all’altra. E’ una gioia!
Un anno m’è venuto l’emicrania dopo la prima e non ho più potuto dire le altre e sentivo un dolore, rincrescimento.... Oh, il piacere che si prova quando si fa tutto quello che il Signore vuole. (cfm,I, 582)
Stamattina ho cantato io Messa solenne al Duomo, l’ultima del mio mese, e fui molto contento; si capisce perché era la Festa del Corpus Domini, ma specialmente perché ho consecrato io l’Ostia che starà esposta per tutta l’Ottava; un giorno di questa settimana voi pure andrete ad adorarla. (cfm,I, 190)
Immaginate il calcolo di Messe che io ho celebrate; fra pochi anni celebrerò già il cinquantesimo anno di mia prima Messa e ne ho mai lasciata nessuna eccetto quando ero obbligato per malattia.
(cfm,II, 406)
Da questo [esempio di santi sacerdoti] dobbiamo imparare ad ascoltare bene la Messa. Facendo il ringraziamento qualche volta andavo sui coretti, adesso ve ne sono più poche, ma quando i convittori erano molti, sino 80, allora era un piacere. (cfm,II, 408)
Io ho sempre quella abitudine lì: nella Messa, sia nel Memento dei vivi che in quello dei morti, ricordo sempre quelle persone che hanno il nome del santo del giorno e che in qualsiasi modo mi appartengano. Così questa mattina mi sono ricordato di un vecchietto che avevo conosciuto a Castelnuovo il quale mi voleva molto bene. Così pure si chiamava Lorenzo un mio cugino, nipote anche lui del Ven. Cafasso. [...]
Perciò io stamattina ho pregato questo santo che vi desse la grazia di crescere nell’amore di Dio e superare i vizi, e l’ho domandato per me e per voi. (cfm,II, 641)
Alle volte a me veniva questo: di celebrare Messa per quelli che hanno cooperato alla mia vestizione chiericale. Quella buona vecchierella... e tanti altri che non ricordo!... (cfm,II, 748)
Io ho tratto dal libro di S. Alfonso “La Messa strapazzata” tanti punti, e li ho ridotti a trenta meditazioncelle, una per ogni giorno del mese, ne leggo una tutte le mattine e trovo che aiuta molto nel preparamento della Messa. (cfm,II, 469)
Io uso recitare prima della Messa la sequenza "Veni Sancte Spiritus, Veni Pater pauperum"... e meditare una qualche riga che mi aiuti a celebrare colla dovuta... ossia meno indegnamente. Dopo gusto l'Anima Christi. (cfs,I, 82)
Bene, i nostri due preti freschi son già partiti [soldati]... Ad ogni modo c'è da ringraziare il Signore che si siano fermati qua e che si siano portati via la facoltà di dir Messa tutti i giorni. Ho detto loro: La direte tutti i giorni eccetto che dobbiate precipitarla. (cfs,I, 223-224)
Quando vedo che dicono la S. Messa in fretta, che fanno un pasticcio, io dico: ma quello lì attira le maledizioni del Signore e provoca la collera di Dio... (cfs,II, 125)
Stimerei di mancare al mio dovere ed alla mia devozione lasciar passare la solennità e l'ottava del Corpus Domini senza intrattenervi su questo grande mistero. (cfs,II, 279 msc)
Dunque, fate l'adorazione e state pure davanti al SS. Sacramento, ma anche davanti al S. Cuore. Una volta l'avevo anch'io quell'idea lì; mi piaceva di più adorare il SS. Sacramento, e prenderlo di lì il Cuore; invece no, non va... (cfs,II, 609)
Niente di più importante della S. Messa. Non posso vedere quei preti che appena tornano dalla Messa guardano l'orologio per vedere se non hanno oltrepassato il tempo. (cfs,III, 222)
Io non mi stupisco se S. Filippo non finiva più di dir Messa... Si godono queste cose... C'è tutto. (cfs,II, 22)
Noi, quando nella Messa beviamo il vino, non sentiamo più il gusto del vino, ma ci par proprio di sentire il gusto del Sangue di N. Signore. Voi non bevete il Sangue, ma dovete sentire il gusto del Corpo di N. Signore; e poi... anche nel Corpo c'è il Sangue. Ah! che Carne!... che gusto!... (cfs,II, 430)
Bene, bene! vi siete rallegrate per la beatificazione del Ven. Cottolengo? Questa mattina ho cantato io la Messa, ma non ancora del Santo. (cfs,II, 68)
Il miglior metodo [per assistere alla S. Messa] è quello di S. Leonardo da Porto Maurizio e che Pio VI ha arricchito con 300 giorni d'indulgenza. Anch'io faccio così. Si divide la Messa in quattro parti. Mentre il Sacerdote dice il Confiteor si fa un breve esame di coscienza; e poi da quando ascende all'altare fino al Vangelo, si adempie il primo debito di lodare il Signore. Bisogna lasciar parlare il cuore. S. Francesco diceva: Se il mio nulla servisse a lodare il Signore, vorrei essere un nulla. - Chi ha cuore non ha bisogno di parole... Dal Vangelo alla Consacrazione, secondo debito: domandar perdono dei peccati. Mettiamo le nostre miserie nel calice; tutte queste storie, malignità ecc... il Signore vedendo quella robaccia, la toglierà poi Lui... Domandiamo al Signore pietà, misericordia, non solo per non andare all'inferno, ma neppure in Purgatorio; offriamoci a Lui... Non c'è niente da leggere. Poi dalla Consacrazione alla Comunione, terzo debito: ringraziare il Signore. Come posso io ringraziare? Calicem salutaris: offro a voi il Calice ed il vostro Sangue vi ringrazia per me. Ringraziare delle grazie particolari, delle generali, di quelle fatte alla nostra comunità, alla nostra famiglia ecc. Giunti alla Comunione si fa o reale o spirituale.
Messe se ne possono sentire tante, ma Comunioni sacramentali se ne può fare una sola! Eppure non mangiate mica una volta sola! Ma pazienza! Le facciamo spirituali... Mons. Ghilardi aveva domandato al Papa di baciare l'Ostia: non l'ha ottenuto. Io la bacio spiritualmente; se non avessi studiato tanto potrei farlo con semplicità, invece so che non si può. (cfs,I, 224-225)
Voi, miei cari, fondatevi nella continua presenza di Gesù Sacramentato in voi e nei S. Tabernacoli. Quanta forza e consolazione ne ritrarrete in Missione nelle vostre difficoltà e pene... A questo fine vi ricordo un metodo già spiegatovi altre volte, che un nostro missionario mi chiedeva dall'Africa di ricordarglielo per iscritto. Esso consiste nel rinnovare lungo tutta la giornata i sentimenti che dobbiamo fare nella preparazione e nel ringraziamento della S. Comunione. (cfs,I, 137 msc)
Io al mattino vi raccomando nella S. Messa e la sera vi benedico. (cfs,III, 118)
Stamattina, nel celebrare qui la S. Messa (dai Missionari) sapete chi ho ricordato prima di tutti? I nostri morti: prima i missionari e poi le suore; quelli morti in Africa e qui. Finora non avevamo ancora dei ragazzi, adesso ne abbiamo anche uno (uno studente è morto a casa sua pochi giorni fa). Il Sig. Prefetto è là che organizza anche lui un po' in Paradiso; ormai c'è la rappresentanza di tutti. Quelli là vanno dalla Madonna e dal Signore; perché mandino giù delle grazie e noi qui lavoriamo.
Dopo i morti ho ricordato i vivi e di questi ho ricordato anche tutti i bisogni particolari di ciascuno. Siccome non potevo dir tutto questo in quel momento, ho incominciato a farlo molto prima. Virtù soda, costante ho chiesto. [...] Io spero che S. Giuseppe sia contento... e se è contento lui è contenta la Madonna, ed il Signore. Vi accerto che sono stato contento a comunicare di là (dai Missionari) tanta gente. (cfs,III, 224)
Gli occhi conserviamoli per guardare il tabernacolo: rincresce che c'è la porticina, neh!... ma il Signore ci vede lo stesso e noi possiamo vederlo con gli occhi della fede. (cfs,III, 439-440)