Domenica - 21 Gennaio 1912
Stassera voglio parlarvi di una bella pratica che desidero sia da voi... praticata... quella degli anniversari. [...]
Ed è tanto bello; i giorni di questi anniversari potete facilmente saperli (io per es. so che la mia nascita è ieri, 61 anno fa... il mio battesimo oggi). (cfm,I, 417)
Domani compirò 62 anni; ed in questi giorni il mio pensiero è rivolto a considerare tutta la catena di grazie di cui il Signore mi fu generoso donatore, sia nell’ordine naturale come nel soprannaturale. - Una cosa mi consola quando penso alla poca corrispondenza mia a tanti [sic] grazie; e si è di aver sempre con l’aiuto di Dio seguito la via che Dio mi aveva fissata da tutta l’eternità. (cfm,I, 489 msc)
Vi ho radunati, come il padre coi suoi figli, per dirvi che ho oramai i 62 anni; è una notizia bella , mentre è una grazia di Dio venire su tanti anni. (cfm,I, 491)
Veramente aspettavo i complimenti non a me, ma ai due nuovi Sacerdoti (Don Ferrero e Don Maletto), ma tuttavia li accetto volentieri, di tutto cuore e vi ringrazio di tutto.
Adesso una parola a 15.000 Messe. Ecco, non sono proprio tante così, perché per permissione di Dio ebbi a fare due malattie e perciò bisogna diminuire questo numero di circa tre mesi, perché c’è ancora molte mattine in cui non potei dirla per l’emicrania ecc. Ebbene, vedete quante messe! Ogni santa messa, come dice il Ven.le Beda, dà gloria alla SS. Trinità, gloria infinita, onore agli Angeli e ai Santi del paradiso, di sollievo alle anime del purgatorio e converte i peccatori. Chi la celebra ha un merito specialissimo; una Messa basterebbe a render felice chiunque giunge a calebrarla. Anche se dovessimo prepararci 15 o 20 anni per celebrare una sola Messa, oh, quanto saremmo già felici! Sarebbe già molto gran compenso! E dirne tante! Che felicità!...
Un dì un santo udì che era morto un sacerdote e domandò quante Messe avesse celebrato e gli fu risposto: “Una” - “Oh, rispose egli, quale conto deve renderne al Signore!”. Certamente si deve renderne conto, perché è una cosa grande una Messa, ma io penso diversamente. Che c’è da render conto, sia, ma se uno ha cercato di prepararsi bene nello studio, pietà, virtù, etc. anche che si trovi alla vigilia un po’ sprovveduto, si mette nelle mani di Dio, ed Egli aiuta la nostra miseria e: fecit mihi magna, come diceva la Madonna. Allora si sentiva l’Ancella del Signore, ma tuttavia faceva la sua volontà... E così se dopo vive proprio da sacerdote in modo che volontariamente non manca a niente, che cosa ha da render conto!...(cfm,I, 582)
Così essi (Don Ferrero e Don Maletto) hanno preso Messa ieri, quella è già una vera messa, ma si suole dire prima messa quella di oggi. E’ capitato come a me: ai 20 fui consacrato e ai 21 ho cantato la Messa dell’Addolorata. (cfm,I, 583)
Veniamo alla pratica: 1) Notiamo sul libretto che ognuno deve avere, delle memorie spirituali, tutti i nostri anniversari come occorrono durante l’anno, quasi in un calendario. - 2) La sera precedente prepariamoci con un Veni Creator e pensiamoci andando a letto. - 3) Subito alzandoci indirizziamo la giornata secondo lo spirito dell’anniversario specialmente la S. Meditazione e la S. Comunione. - 4) Possibilmente a’ piedi di Gesù Sacramentato consideriamo la grazia ricevuta, e perciò portiamoci in ispirito a quall’anno, giorno, ora,... leggendo anche ciò che sta scritto nel Pontificale, nel Rituale, o nel formolario dei religiosi; ringraziamo, pentiamoci e preghiamo per quei che assistettero o cooperarono a quella grazia, come i genitori, i padrini, il Vescovo, il superiore ecc. - 5) Terminiamo la giornata con fermi propositi di meglio trafficare il donum Dei. Che bei giorni, questi così passati! (cfm,II, 172 msc)
Tutti questi anniversari bisogna scriverli nel proprio libretto dove ciascuno tiene le cose sue private. Dovete averlo questo libretto dove segnate quel pensiero che vi ha fatto più impressione, bisogna tenere tutto. Non dico di essere di quelli che sono sempre in atto di scrivere, ma quelle cose che vi fanno più impressione, qualche cosetta speciale. Vedete per esempio l’altro giorno mi ha fatto impressione quel detto: “ Judicium meum de vultu tuo prodeat”. (cfm,II, 174)
So che quest’oggi avete pregato per me, ve ne ringrazio. Quest’oggi è il mio anniversario di nascita, proprio adesso, alle sei di sera di quest’oggi. Quando ero ancora piccolino avrei mai creduto che il Signore volesse conservarmi fino a quest’età, per tanti anni; sono 66 anni sapete. (cfm,III, 33)
Quanti anni!... 66 compiuti e 17 di rinascita! Questi ultimi poi non sono proprio più miei. (cfs,II, 11)
Sapete cosa voglio dirvi stassera? Voglio farvi il panegirico mio. Sapete che cosa vuol dire lodarsi, ma a gloria del Signore si può anche far questo. Cosa è per me quest’oggi? Sono 45 anni che sono ordinato Sacerdote! Voi allora non c’eravate ancora nessuno, eravate ancora tutti in mente Dei, quando io sono stato ordinato Sacerdote, il 20 Settembre 1873. [...]
Da 45 anni sono Sacerdote, vuol dire che da 45 anni dico Messa: ho cominciato come fosse domani, mi ricordo che era la festa dell’Addolorata, la terza Domenica di Settembre. Chi di voi è buon matematico? Faccia il conto quante Messe ho detto da allora. Su, uno di voi faccia il calcolo, conta gli anni come fossero tutti di 365 giorni, quante ce ne sono? - 16.425 - Ebbene, da queste possiamo toglierne un centinaio: un mese della mia malattia, poi alcune volte l’ho lasciata per l’emicrania, o qualche altro motivo; poi bisogna togliere quei giorni in cui non si dice nella Settimana Santa. Al Giovedì Santo adesso la canto, e va bene, al Sabato anche la canto; anche al Venerdì tocca a me, ma quella lì non è una vera Messa dunque in tutto dal calcolo potete toglierne un centinaio, e le altre ci sono tutte.
[...] Questo per le Messe... E poi tutte le Confessioni, tutti i Sacramenti che ho amministrato in questi 45 anni? Vi so dire che stamattina nella meditazione, e non solo stamattina, ma in questi pochi giorni di ritiro che ho fatto, mi sentivo vivamente riconoscente al Signore per la vocazione che mi ha dato. [...] Io penso che quando andavo alle scuole elementari c’erano tanti bravi ragazzi, e nessuno di essi il Signore ha chiamato a farsi Sacerdote. [...] Lo stesso fu in Collegio: su tanti che eravamo, quanti pochi si fecero Sacerdoti? E in Seminario? In sette anni che ci sono stato, varii andarono o furono mandati via, cosicché al tempo dell’ordinazione eravamo appena una trentina. E pensare che era un corso numerosissimo il nostro; adesso siamo ancora otto vivi; vecchi naturalmente.
E tutto il resto? - Certo ho potuto far del bene come Direttore in Seminario per quattro anni, poi alla Consolata, e sono già trentotto anni che ci sono alla Consolata, dal 1880; voi eravate ancora tutti in mente Dei: io cammino a cifre grosse. [...] Io faccio tutti gli anni l’anniversario della mia vestizione Chiericale, alla 2.a Domenica di Ottobre, festa della Maternità di Maria SS. Voi dovete ringraziare per me il Signore, che “non fecit taliter omni nationi” oppure “singulariter sum ego”. Il Signore mi ha trattato in modo affatto singolare, e mi ha dato tante grazie, a formare prima i Chierici per quattro anni in Seminario, poi i Sacerdoti alla Consolata. (cfm,III, 232-233)
[al 71.mo compleanno] Il Signore mi conservò finora per Sua misericordia e bontà, perché lo amassi e servissi fedelmente. L'ho io fatto? Di questo mi intesi ieri sera con Gesù Sacramentato nella lunga visita fattagli alla presenza della nostra cara Consolata. (cfs,III, 359-360 msc)
Preparatevi alle mie feste: vorrei scappare come al 25° anno, che son fuggito a Castelnuovo, ma adesso m’è impossibile. Ho invitato i miei colleghi (siamo ancora 11) e speravo di poter far festa da noi soli... Ma l’ho già detto a Padre Sales che fa delle goffaggini. Facciam le cose che vadano bene e non ci siano delle esagerazioni, come ce ne sono perfino nella lettera del Papa (si vede che sono andati a stuzzicare). Se queste feste servissero almeno a far aumentare nel popolo l’affetto per le Missioni, ne sarei contento... (cfm,III, 690)
Santuario Consolata. 21 Gennaio 1925
... Ringraziamo assieme il Signore di tutte le grazie che mi ha fatte. La nascita prima di tutte, perché senza questa non ci sarebbero le altre. Io faccio ritiro mensile oggi e domani, unisco assieme nascita e battesimo ed ho preso per mio aggiunto protettore S. Vincenzo Martire (Diacono) senza rinunciare però agli altri... [...] Penso sovente a voi! [...] Vedo tra voi molte anime generose, non lo sono tutti? Fosse vero che mi sbaglio! [...] Nel mio esame penso non solo a me, ma anche agli altri, alle responsabilità mie, poiché facciamo un “corpo solo”. (cfm,III, 719)