Sono stato soddisfatto delle lettere che ognuno di voi, secondo il desiderio che vi ho dimostrato, mi scrisse. In esse avete aperto il vostro cuore come figli al padre, ed è questo che io bramava, non... complimenti, ma i vostri intimi sentimenti: non vestra sed vos. (cfm,I, 90 msc)
Domenica è mia festa, avete fatto la Novena; la festa si fa adesso, è stata trasportata; festa di tutti, patrono di tutti. Nella Messa e Comunione domanderò tutte le grazie necessarie per le Missioni.
Voglio che mi facciate una letterina, gli anziani lo sanno già... Mi direte pene, timori, non peccati, poche pagine. Le suore me ne hanno fatto addirittura 7 o 8 pagine; non tanto... Quelle non passano in nessuna mano, le ricevo io e le restituirò ad uno ad uno.
Un bambino venuto a confessarsi diceva un peccato poi correva dalla mamma a domandare l’altro. Io non voglio i peccati assolutamente; questa è la direzione spirituale non solo approvata, ma molto raccomandata. (cfm,I, 535-536)
Io voglio una lettera da tutti; i vecchi lo sanno già, ma non state ad augurarmi... neppure una parola d’augurio, voglio una lettera interna, la leggerò solo io, la darete nelle mie mani, e poi ve la restituirò a ciascuno. Voglio che mi diciate tutto ciò che pensate, desiderate, tutto, eccetto i peccati. Mi pare che non domando troppo; io la leggerò e la restituirò.
Ho tanto poco tempo a trattenermi con voi a tu per tu, vorrei pigliarvi tutti una volta alla settimana, almeno una volta al mese, ma non posso e voi supplite con la lettera. Non abbiate paura... Come direste ad un padre, ad una madre...Le pene, gli scrupoli.
Questa è una confidenza che dovreste avere... se potessi prendervi ad uno ad uno... Ma qualcuno dirà: ma poi mi mandano via... No, voi avete la buona volontà e spero... e anche chi non fosse chiamato, è meglio... ma spero che ciò sia già fatto. [...] Tutti quelli che l’hanno fatto non se ne sono pentiti. “Mi mandano via”. No, è solo per emendarvi, non dovete aver paura ch’io vi conosca.
Un dì venne un piccolino a confessarsi, diceva un peccato e poi correva dalla mamma a domandar l’altro, poi veniva a dirlo, poi ricorreva da lei.
Non vi domando i peccati, ma tutto ciò che vi disturba. Neppure gli auguri. Tutto ciò che c’è per la testa; vi aiuterò,vi dirò come farvi buoni. (cfm,I, 537-538)
Per la mia festa non desidero, non voglio che perdiate molto tempo; che preghiate per me è vostro dovere; ma voglio che mi scriviate una lettera tutti, voglio che mi apriate il vostro cuore, dirmi tutto quello che avete in cuore; non i peccati, beninteso, ma tutto il resto. Non avrete a pentirvene, la darete a me, nessuno la vedrà; io la leggerò e la restituirò a voi. Dite tutto ciò che pensate, difficoltà, miserie, pene, come a un padre, in privato vale molto di più quello che vi dico. Dite proprio ciò che sentite nel vostro cuore, i vostri pensieri, così voi mi aiutate a darvi quei consigli che devo; le malinconie, le debolezze... e io vi aiuterò; mai nessuno si è pentito di avermi scritto, ricordatevelo. Quello che scrivono a me, nessuno lo vede; io le lettere, qualcune le distruggo, altre le tengo sotto chiave, le lettere confidenziali sono in segreto, quasi confessionali. Siamo intesi. (cfm,II, 52)
Ora siccome voi domenica volete farmi la festa, e... non si può mica rifiutare, perciò come le altre volte, sebbene i complimenti vostri possa già saperli ancor prima che me li facciate, tuttavia, mi scriverete una letterina, secondo il solito, non lunga... perché non ho tempo star lì a leggerla. Mi direte ciò che pensate, ciò che avete nel cuore. Nessuno la toccherà, lo sapete già che tutto è segreto, così sarà una specie di confidenza che farete a un vostro Padre Spirituale. Ma non voglio che parliate di mia festa; neppure gli auguri voglio che nominiate... So che certe volte voi desiderereste venire a parlarmi; ma io non posso essere sempre in mezzo a voi; perciò questa sarà un modo di supplire, lì entro potete dirmi ciò che volete. E’ una pratica che si è sempre fatta, fin dai primi tempi. E certo che consola... Non che mi diciate i peccati; i peccati li andate a dire al Confessore, ma quel che pensate e che avete nel cuore. Certe volte si prova il bisogno di aver aiuti, degli sproni per avanzarsi nella perfezione. Perché siamo qui non solo per non far peccati, ma per raggiungere la perfezione. Chi non è qui per questo, è chiaro che non è chiamato alla vita religiosa. Quindi il vostro regalo per mia festa sarà una letterina corta. Un pezzo di carta basta: quest’anno sapete, siamo poveri: in breve mi direte tutto. Una pagina può bastare, qualcheduno avrà forse niente da dirmi, ebbene chi ha niente mette la sua firma, e finito. Qualche altro avrà di più..., e... scrive ciò che ha. Io le leggerò, poi ve le restituirò di nuovo, e voi le straccerete. (cfm,II, 522)
Mi scriverete una lettera per la mia festa. Fatela non tanto lunga: due facciate al più, senza auguri; desidero che mi apriate il vostro cuore. Voglio che tutte mi scriviate e se non sapete che cosa dirmi fate solo la firma: aff.ma figlia... Così se avrete bisogno di un consiglio, di una parola, io potrò dirvela. Ricordatevi, senza complimenti; e schiettezza. (cfs,I, 322-323)
Vi ringrazio delle cose che mi avete detto: certamente mi sono andate al cuore come sempre... non son solo parole... in tutti vedo che è il cuore che parla.
Credo di poter leggere dentro il vostro cuore e leggerò ancor meglio quando mi darete la lettera solita. (cfm,III, 548)
Fatemi poi la solita lettera, ma tagliate corto, non voglio complimenti. Sì, per quel giorno fatemi una piccola lettera. (cfs,II, 512)
La lettera che mi scriverete per S. Giuseppe la farete breve, ma nessuna storia: mi direte come siete, i bisogni che avete e il timore che avete di far poi male in Africa, e perché... (cfs,II, 517)
Ho ricevuto tante lettere: tutti mi hanno scritto. Anche i quattro missionari in viaggio hanno scritto. Han proprio scritto tutti. Anche il Procuratore da Roma, e dice che gli rincresce non essere qui in questo giorno [Festa di S. Giuseppe 1919], ma fa volentieri questo sacrificio. Adesso vi darò un'immaginetta e voi mi darete?... (Una lettera, Padre - rispondono tutte ad una voce - e lui sorride, poi continua:) E' un'immagine che si può tenere nel libro: non ha valore perché adesso... (cfs,II, 527)
Adesso vi restituisco i biglietti dei proponimenti; li ho letti tutti. (Il nostro Ven.mo Padre distribuisce i biglietti). Mi rallegro del buon spirito che dimostrate sia nelle lettere che m'avete scritto per S. Giuseppe, sia nei proponimenti; mi pare che ci siano buone intenzioni; ma bisogna muoversi davvero. (cfs,II, 580)
(Parla a proposito delle lettere che abbiamo la fortuna di scrivergli per S. Giuseppe) Non voglio lettere lunghe, ma che ci sia l'essenza: quel che c'è qui dentro (nel cuore) non abbiate timore che ve lo vedano; le terrò nascoste e ve le restituirò e le dimenticherò anche, se volete. Così farò l'ottava leggendo le vostre lettere. (cfs,III, 41)
Ora mi darete la solita lettera; e l'immaginetta che vi darò io vi ricordi la festa del 1920. Mi dicevano i sacerdoti del Convitto: "Quest'anno facciamo la sua settantesima festa di S. Giuseppe". Eh! certo... son nato in gennaio; questa è proprio la settantesima che faccio; nei primi anni non avevo ancora cognizione, ma intanto le ho fatte ugualmente. (cfs,III, 50)
Prima di tutto vi restituisco le lettere di S. Giuseppe, per cui avrete già probabilmente borbottato... Le ho lette tutte ed a qualcuna ho messo qualche parola, anche solo a matita perché se mi mettevo lì a scrivere a penna ci voleva più tempo ed io il tempo devo misurarlo. Poi le ho messe ai piedi della Madonna. Ve le restituisco dopo aver approvato o disapprovato i proponimenti, così adempio alla promessa di non mostrarle a nessuno. (Il nostro Ven.mo Padre restituisce di propria mano le lettere a ciascuna sorella).
Questi proponimenti li avete fatti col cuore, mi piace, ho visto sincerità. (cfs,III, 64)
Siamo nel mese di S. Giuseppe. Mi farete una lettera, ma corta; qualche volta ve l'ho data indietro senza leggerla perché non avevo tempo. Vorrei che ne faceste un volume, ma non ho tempo, non posso; io le leggo solo prima di andare a letto. Poi, non c'è bisogno di carta bella, adesso la carta costa. Poco tempo fa è morta una persona e, sapete dove ha fatto testamento? su una carta di caramella. Sicuro... (sorride). Non dico che prendiate anche voi un pezzo di carta da caramella, ma prendetene uno piccolo e non elegante. (cfs,III, 384)
Mi avete presentato le lettere confidenziali: bella usanza, che continuerà per aver l’occasione di aprire il cuore. Io vi ringrazio degli auguri, che vengono proprio dal cuore, ed anche da parte dei Missionari d’Africa, (da cui) ho ricevuto molte lettere e ne riceverò ancora: ne godo pel bene e per lo spirito trasfuso in quelle lettere. (cfm,III, 670)
Vi riporto le lettere che mi avete consegnate a S. Giuseppe [...] Io non ho risposto con una lettera, ma con una semplice parola: vi ho raccomandato alla Madonna e prima di scrivervi quella parola di risposta ho invocato lo Spirito Santo. (cfm,III, 708)