[vol. III, pp. 384-385, n. 257]
Pian della Mussa, Balme, 30 luglio 1902
Nella sua lettera mi dice, che dovete fare qualche variante alle nostre consuetudini ed all’orario conforme all’esperienza di codesti Padri; fate quanto stimate meglio in Domino dopo aver pregato e aver conferito insieme voi due. Ad ogni modo vi sia sempre la sostanza delle nostre regole e soprattutto lo spirito dell’istituzione. Non vorrei però che si trattasse del mutamento dell’abito bianco in quello nero e del portare continuamente abiti secolari... L’abito ecclesiastico talare se dapprima darà ammirazione, infonderà maggior rispetto nella gente che vi distinguerà dai missionari protestanti... e terrà a debita distanza certe dimostrazioni troppo spinte di cotesta rozza gente. Se saranno necessari abiti più pesanti, ve li manderemo; ma se non mi sbaglio l’abito lungo e bianco deve portarsi anche in pubblico. Solamente nei viaggi sarà necessario l’abito secolare, e usatelo con parsimonia.
Quanto ai giovani fate come meglio credete; tuttavia che qualche volta sia in chiesa, sia altrove vestano la veste, mi pare che li conservi più al loro posto, e li allontani da certi pericoli.
Durante i miei Esercizi a S. Ignazio ho composto il Direttorio richiesto dal Regolamento... Dopo la necessaria prova vi manderò copia del medesimo perché ne osserviate ciò che è possibile.