[vol. III, p. 583, n. 299]
Torino, 15 maggio 1903
Desidero che tutti mi scrivano una volta ogni due mesi e che composti i taccuini a tempo debito mi si mandino.
Dica ai Sacerdoti che tengano ben nota delle Messe celebrate secondo le mie intenzioni. V. S. ogni tre mesi le raccolga, ne faccia il totale e me lo mandi.
Ognuno può applicarne in media una sola al mese se ha speciale desiderio altrimenti sono a bene e necessità delle spese delle Missioni, per cui sono necessarie ingenti spese. E poi la promessa di povertà esigerebbe che in genere per speciale divozione si contentino del frutto che naturalmente già spetta al Sacerdote.
Desidero il numero delle Messe di tre in tre mesi per non sbagliarmi. A proposito, non trovo più le Messe celebrate da lei e dal P. Perlo nel mese di maggio 1902 durante il viaggio; con il tempo mi ripeta il numero...
Iddio benedica l’Istituzione; resta solo a vedere che non s’avveri il detto: «Multiplicasti gentem sed non magnificasti laetitiam». Sta a voi a formare le fondamenta stabili delle Missioni.