[vol. III, pp. 682-683, n. 329]
Torino, 27 novembre 1903
Carissimo Cattaneo,
Dall’arrivo in Africa sino ad oggi non ho ricevuto alcun tuo scritto. Perché mai questo tuo silenzio mentre il regolamento dice di scrivermi almeno ogni tre mesi? Mentre attendo una tua lettera e il diario, quale superiore e padre in N. S. G. C. ti faccio alcune ammonizioni, che certamente riceverai in buona parte. So per esperienza fatta in casamadre che hai un carattere irascibile e anche vio lento, il quale cercavi di vincere e perciò ti assoggettavi di buon grado anche a pubbliche penitenze. Ora questo carattere, fatto forse più vivo dal mutamento del clima e di altre circostanze, ti trasporta a frequenti mancanze di carità e mansuetudine verso i confratelli e specialmente verso cotesti poveri negri. Tu, in momenti di esaltazione nervosa, li minacci e anche percuoti. Per amor di Dio, desisti da tali atti e procura di praticare quanto vi ho scritto nella lettera in comune ed in particolare ciò che dissi a questo riguardo. Desidera per vincerti, e accetta di buon cuore le correzioni dei superiori e le esortazioni dei confratelli, e umiliati nelle tue mancanze.
Per ottenere dal Signore questa piena vittoria su te stesso sii umile e devoto; devi reputarti sinceramente l’ultimo dei confratelli, e piegare alle loro viste senza crederti di saperne come loro. Ubbidisci anche nelle più piccole cose al superiore generale e al superiore della tua stazione, pensando che vir obediens loquetur victoriam. Specialmente ti comando le pratiche di pietà, che serviranno a prepararti meno indegno al Sacerdozio. Sta’ quindi fermo all’orario dato da chi presiede alla casa, specialmente quanto alla levata. Non aggiungo che per il voto fatto di povertà devi contentarti del puro necessario, e mortificarti per ottenere le grazie di Dio.
Io spero che accetterai in bene queste mie osservazioni dettatemi dal cuore per il bene tuo e delle nostre missioni; e con la tua pieghevolezza in tutto al T. Perlo, sup. gen. e al superiore locale, mi consolerai delle fatiche e affanni che sopporto continuamente per voi.
Ricevi la mia speciale benedizione e abbimi in Domino aff.