[vol. IV, pp. 41-43, n. 356]

J. M. J.

Torino, 26 febbraio 1904

Carissimo Teologo,

Dalla sua ultima lettera vedo che V. S., ubbidiente alla volontà di Dio, si è messa a posto; e facendo casa vergine sulle passate miserie procurerà di regolare le missioni con prudenza e in multa patientia...

Il Signore l’aiuterà; e darà a me i mezzi per sostenere le spese non solo necessarie, ma ancora le convenienti per la comune quiete quando non degenerino poi in abusi abituali per l’avvenire.

Una prova di questa mia confidenza in Dio l’ebbi nei passati giorni alla morte del santo teol. Robilant. Il medesimo, senza avermene mai fatto cenno in vita, mi lasciò un legato di due cascine del valore totale di 70-80 mila lire, oltre la biblioteca ed altro.

Io rinunziai per delicatezza al tutto; ma verrà l’equivalente confidenzialmente. E questa non è la prima generosa offerta ricevuta, poiché, oltre alle seimila lasciatemi dal C. Abre di Bra, non è molto D. Casale mi consegnava lire cinquemila per le missioni. Quanto consola quest’approvazione dei veri sacerdoti! L’Abate Gloria mi diede lire cinquecento, e poi altre cinquecento per Messe da dirsi dai missionari. Queste cose dico solamente a Lei in confidenza perché non s’inquieti se deve spendere molto; il Signore pensa a voi non solo per lo stretto necessario, ma di più a quanto bisogna tollerare per la debolezza e miseria umana di chi non ha la forza di subi to essere più generoso nei sacrifici dell’Apostolato.

A proposito delle Messe, spero che con il tempo me ne verrà; e S. Em. il Cardinale ne fissò l’elemosina a non meno di L. 3. Come già le scrissi, procurerà che tutti i sacerdoti abbiano il libro dove notarle; e V. S. ne domandi il numero e di tanto in tanto me lo scriva. Sarebbe conforme allo spirito di povertà ed al bene delle missioni che si applicassero tutte o quasi tutte secondo le mie intenzioni, ma, come dissi agli ultimi partiti, non più di una al mese per sé. V. S. in ciò come in tutto parli secondo stima bene e prudente.

Il Teol. Bertagna e Benedetto mi chiedono un po’ di dispensa dallo scrivere il diario per il motivo che non hanno tempo. Non posso ciò concedere perché è regola utilissima, e Benedetto nella sua semplicità scrive bene. Basterà che certi giorni scrivano due linee non avendo materia. Scriverò io la risposta ai medesimi; ma V. S. sappia la mia intenzione per tutti. D. Scarzello mi scrisse una bella lettera. Abbiamo ricevuto le molte belle fotografie, ma i sacerdoti, essendo vestiti da secolari, non osiamo pubblicarle e neppure farle vedere. Nelle fotografie, i sacerdoti e chierici siano sempre in abito talare, e qualche volta anche i fratelli.

Prima delle nostre feste le scriverò più volte, a ogni modo finora le dico che saranno solennissime. Consisteranno in una Novena e Ottava, in cui vi sarà la Consacrazione della Chiesa e nei giorni 18, 19, 20 un triduo speciale: nel 1° giorno s’incoronerà la Madonna di dodici stelle, nel 2° vi saranno nel Santuario le S. Ordinazioni della Diocesi e alla sera la Processione, nel 3° quanto è possibile di festività.

Il S. Padre ha elevato il rito a doppio di 1a Classe con Ottava per tutta la Diocesi in perpetuo, e speriamo lezioni proprie nell’Ottava. Eccole un sunto di quanto speriamo di fare. Voi unitevi a noi in ispirito per prepararvi a ricevere dalla nostra Patrona tante grazie... La SS. Vergine che pare non intenda tenere lontano di costì i Protestanti, ne renda meno nociva la presenza; saprà ben Ella convergere tutto alla maggior Gloria di Dio.

Il Signore la conforti nella grande opera della conversione di co testi poveri infedeli, e con lei tutti i missionari e Suore. Preghi per me che di cuore la benedico. In Domino aff.