[vol. IV, pp. 79-81, n. 362]
J. M. J.
Torino, Venerdì Santo 1904
Carissimo Teologo,
Ho ricevuto la sua lettera del 29 febbraio e con essa il rendiconto più che regolare! del 1902 e le lettere delle Suore. Ringrazio il Signore delle buone notizie dei cari missionari e delle suore della 2a spedizione. Il vostro ritiro spero frutterà ordine, unione e buon spirito.
Mercoledì mattina mi giunse il telegramma sulla malattia di Suor Filippina, andai dal Padre, il quale dolente, ma pur convenendo meco di subito rimpatriarla, si prese tempo sino alla sera per de-
liberare sull’accompagnamento da farsi. Mi scrisse, portandomi la lettera la Madre, che non stimava conveniente che venisse la superiora, ma una delle suore più deboli, Suor Metilde o Suor Bonifacia.
Il motivo intimo si è che mi pare tema che vogliamo sbarazzarci della superiora, perciò non poté approvare la scelta di Suor Opportuna a sostituirla temporaneamente o per sempre. Mi disse, toccare a Suor Sant’Alessio supplirla in ogni evento come più anziana e già superiora per il viaggio, la quale fece sempre e dovunque bene, e da quanto ora si sa non merita quello schiaffo. Io naturalmente dissi che non per altro che per essere Suor Opportuna a Limuru, forse era stata indicata, a ogni modo certamente non s’intendeva con ciò di biasimare la Suor Sant’Alessio...
Veramente io penso che V. S. trovi l’Opportuna più atta secondo il nostro spirito e i nostri bisogni. Ma per ora è meglio che si sospenda la decisione con rimanere l’attuale superiora, la quale, priva delle due sue addette, dovrà mettersi a posto. V. S. a ogni modo studii Suor Sant’Alessio e procuri di formarla a voi se possibile.
Fra alcuni giorni io andrò dal Padre per parlar chiaro degli inconvenienti di quella superiora e del suo spirito, perché ritornando Suor Filippina sia già prevenuto. Dirò della spedizione delle lettere, dello spirito di indipendenza delle suore dai sacerdoti e di quanto V. S. già mi scrisse.
V. S. appena possa, mi scriva dettagliatamente quanto ha visto e udito, e come stanno le cose. Il Signore provvederà... Ci vuole pazienza, e V. S. continui a non urtarle, e piuttosto ciò sia fatto da altri. Alla Madre già dissi qualche cosa, e dolente mi promise di scrivere ammonimenti, che io volli sospendesse. Se Suor Opportuna alla prova farà bene, non bisogna con il troppo lodarla indisporne la futura superiorità...
Letto il diario del T. Borda, vedo che si scagliò contro i gôma; per carità si vada adagio, come qui tra noi per il ballo, sebbene sia più cattivo. Dobbiamo dissimularne il male perché è impossibile ora vincere la cosa e sarebbe di pregiudizio alla conversione il combattere di fronte. Leggevo alcuni giorni or sono, come nella Cina la conversione procedeva trionfante quando il P. Ricci gesuita tollerava certe oblazioni ai morti...; qualche testa piccola vi si oppose, e ciò provocò la persecuzione e la fine del bene. A togliere il male ci vuol pazienza e tempo. V. S. sul luogo vedrà il da farsi e dia a tutti una linea certa di condotta su ciò e su tante altre azioni...
Le ricordo la scrittura per tutti del diario, lettere e delle Messe. So che qualcuno ha scritto lettera senza che passasse per le mie mani. Ciò è male e lo proibisco, non credo di meritarmi tanta sfiducia. Si osservi poi il regolamento in quanto alla materia da trattarsi con gli estranei. Potrebbe succedere come a Fossano che si pubblicassero le loro lettere nei giornali con notizie non precise o contrarie a quanto venne già stampato da noi. Fu la lettera di D. Scarzello a Mons. Manacorda stampata nella “Fedeltà”; fortunatamente non v’era notizia d’importanza.
All’occasione spediremo l’immagine in tela della Madonna di Bra, e quella della Madonna di Mondovì regalata da Mons. Ressia, e spediremo pure un’altra in carta della Madonna delle Grazie di Pinerolo. V. S. intitoli alle medesime le future stazioni. Scriva e faccia scrivere i ringraziamenti al Teol. Alardo di Bra ed a Mons. Ressia.
Presto spedirò le preghiere, il direttorio e l’ordine delle Feste.
Augurando o meglio pregando Buona Pasqua a tutti i miei cari, li saluto in Domino e nella SS. Consolata. V. S. si conservi in salute con risparmiarsi dalle troppe fatiche... aff.mo in G. C.