[vol. IV, p. 248, n. 409]

Torino, ottobre 1904

Caro D. Borio,

Venne il ch. Valetti, gli parlai chiaro, che non è più il caso di pensare alle missioni dopo due anni di malattia che interessa organi essenziali. Lo dispensai assolutamente dai voti, dicendogli che si riposasse assolutamente per alcuni mesi a casa, e poi stando meglio pure da casa studiasse la pura teologia sul Morino e sui libri del Sem. di S. Gaetano. Quando sarà sacerdote diocesano si vedrà se guarito sodamente il Signore lo vorrà ancora. Quindi che lasciasse nell’istituto tutti i libri d’inglese, di kiswahili ecc., e pure il Schouppe... Prendesse seco la pura sua roba, tutta...

Pare che si aspettasse questa decisione e anche in qualche istante la desiderasse; certamente si mostrò di trovarla giusta.

La suora le avrà già detto che sarà bene dare al medesimo la veste nostra perché non conveniente che sia portata da altri. Portando via tutto non avrà attacchi all’istituto...

V. S. parli chiaro come feci io, lasciandogli solo una speranza futura... Ai giovani poi dirà quel che le parrà prudente.

Stasera non verrò all’istituto, ci verrò in principio della settimana. Veda se Costa e compagni sarebbero capaci di fare due banchi come i già esistenti in Cappella...

Faccia verificare quali libri di santi Padri abbiamo in latino o italiano. E la lista di ciò che manca a Rivoli?

In Domino aff.