[vol. IV, pp. 269-271, n. 418]

Torino, primi giorni di gennaio 1905

Mi consola il numero di battesimi di bambini, perché ci facciamo protettori in Paradiso; continuino a usar prudenza, perché, non morendo, siano poi esposti a perdere la fede prima di conoscerla. L’essenziale è sempre formare l’ambiente e preparare con la carità e l’istruzione la generale conversione.

Mando nomi di benefattori e benefattrici per imporne nei battesimi; sui registri dei battesimi della stazione figurino anche i relativi cognomi di cui dò l’elenco […].

Per sopperire alle spese delle missioni il V. Rettore generosamente offre a loro bene i proventi della pubblicazione del Periodico. Ma come in tutte le cose, anche in ciò, il mondo ha bisogno d’interessamento, e perciò dovendosi ormai parlare quasi solo delle missioni, è necessario sia fatto in modo che a tutti piaccia. Come fare se le lettere e i diari dei missionari sono così scarsi ed incompleti? È quindi di prima necessità, come il pane a voi necessario, che tutti sui diari si attengano alle norme seguenti, che V. S. meglio sul luogo completerà e spiegherà.

1.     Descrizioni minute delle singole località, piante, animali, prodotti ecc.

2.     Abitanti, indole, costumi, pratiche superstiziose nelle varie circostanze della vita, nascite, matrimoni, malattie, morti ecc.; opinioni religiose, feste ecc.

3.     Relazioni di voi con loro, e di essi con voi, e scambio minutissimo di discorsi ecc.

Bisogna immaginarsi il desiderio comune di sapere ogni particolare sui battesimi! Vi raccomando perciò di spiegare lo stato della famiglia, il modo usato per riuscirvi, ed i piccoli dialoghi accaduti.

Così nell’avvicinarvi a loro, prima sospettosi, poi un po’ più arrendevoli, quindi curiosi di sapere le cose religiose, e tutte quelle puerili interrogazioni che fanno; infine l’esito dei catechismi. In breve: sono necessari molti aneddoti, e ben particolareggiati.

So bene che vari missionari non si credono di ciò capaci, ma non è vero; V. S. li sproni come a cosa di dovere e di gran gloria di Dio, e necessaria per l’Opera delle Missioni.

Il Signore benedica tutti i miei carissimi figli in N. S. Gesù Cristo, e la nostra Consolata li conforti nel bene.