[vol. IV, p. 285, n. 421]

Torino, 26 gennaio 1905

Carissimo D. Gays,

Da molto tempo non ricevo da V. S. lettere e da più tempo ancora non mi pervenne alcun suo diario. Non posso credere che vi sia stato qualche smarrimento, poiché sono giunte altre sue ad altri dirette, le quali subito trasmisi ai rispettivi indirizzi. Come spiegare questo suo silenzio in cosa di tanta importanza e prescritta dal regolamento? V. S. ben sa quanto io l’ami; mi tolga senza dilazione una spina che mi punge, e che son sicuro di non meritare.

So che si lavora da tutti con buon spirito, e che V. S. aiuta cordialmente il Teologo Perlo affinché i nostri missionari procurino la santificazione propria, e il bene di cotesti poveri neri. Specialmente la lodo per la composizione del catechismo e dell’impegno con cui attende all’importantissima opera della formazione dei catechisti. Ne sia ringraziato il Signore. I due sacerdoti che giungono sono buoni soggetti, e spero che porteranno un bel contributo al bene. Il giovane Aquilino è da Lei ben conosciuto, lo ritengano in tutto come un vero confratello, sebbene non abbia fatto i voti.

La benedizione speciale della sua Consolata su di Lei perché la conservi sempre in salute al bene comune.

In Domino aff.