[vol. IV, pp. 455-457, n. 447]

Torino, 25 settembre 1905

Carissimi in Gesù Cristo,

Con il cuore ripieno della più viva gioia vi mando oggi la consolante notizia che la S. C. de Propaganda Fide ha eretta in missione indipendente e affidata ai missionari della Consolata l’intera Provincia del Kenya con annessa la stazione di Limuru (Decreto 14 settembre 1905).

Sono poche parole, ma che compendiano una storia di trepidazione e di lunghe pratiche, finite con un risultato superiore alla mia stessa aspettazione. Trepidazioni che mi angustiavano da tre anni per il timore che il primo campo delle vostre fatiche ci dovesse essere tolto, senza poter prevedere quale sarebbe stato il luogo destinato dalla Provvidenza a sede stabile dei miei missionari: pratiche laboriose, iniziate fin da quando ci venne intimato l’abbandono di Metumi e che durarono sino a questi giorni: risultato felicissimo e veramente insperato poiché tutte le nostre domande furono completamente accolte dalla Sacra Propaganda, cosa rarissima in siffatte questioni. Come non riconoscere in questo una protezione specialissima della Consolata, la quale, dopo aver condotto i suoi missionari in uno dei paesi più belli e più sani dell’Africa, lo dona loro stabilmente, malgrado tutte le difficoltà in contrario?

La storia di queste difficoltà, come delle lunghe pratiche fatte per superarle, ve la racconterà al suo ritorno il vostro caro Superiore Teol. Perlo, il quale anche sarà lieto di ripetervi le espressioni di grande benevolenza per tutti voi e per i cari indigeni rivolteci dal Santo Padre in una lunga udienza particolare, dall’Em. Card. Gotti e da parecchi altri Cardinali.

Per ora vi basti sapere che il Santo Padre ebbe parole di alto encomio per l’andamento delle nostre missioni e per l’opera vostra in particolare, e che a ciascuno di voi, missionari e Suore, impartì con grande effusione di cuore l’apostolica benedizione, soggiungendo che si aspetta grandi frutti dal nostro Istituto.

E quali espressioni di lode e di grande incoraggiamento ci udimmo da molti Cardinali a cui dovemmo ricorrere in quest’occa-sione, i quali unanimi encomiarono specialmente due cose: l’organizzazione delle nostre missioni e l’unità di azione di tutti voi nel lavoro sia spirituale sia materiale. A queste due cose, soggiunsero, devono, dopo la grazia di Dio, attribuirsi i risultati straordinari ottenuti in così poco tempo.

Per la buona organizzazione dovete essere grati al vostro Superiore locale che seppe interpretare pienamente le mie intenzioni ed eseguire le istruzioni dategli man mano secondo il bisogno; e ciò deve accrescere la vostra fiducia verso di lui e animarvi sempre più a una perfetta ubbidienza. L’unità di azione poi è specialmente merito vostro perché avete saputo uniformarvi pienamente alle direzioni ricevute. E questo vi sia di sprone a un’ubbidienza anche più perfetta in avvenire: ubbidienza non solo di opere, ma anche di giudizio con il rinunciare alle viste e apprezzamenti individuali e con l’impegno di eseguire prontamente ed esattamente le norme ricevute o che riceverete in seguito.

Dopo l’erezione della missione del Kenya, l’Em. Card. Gotti ne nominava Superiore il Teologo Perlo, comunicandogli la giurisdizione e tutte le facoltà solite accordarsi ai Vicari Apostolici, fra cui quella di conferire la Cresima, escluse solo quelle derivanti dall’Ordine episcopale.

In conseguenza d’ora innanzi cessa a vostro riguardo l’autorità del Vicario Apostolico del Zanguebar, e tutte le facoltà che egli vi aveva conferito riguardo l’esercizio del sacro ministero vi sono ora trasmesse dal Teol. Perlo.

Di questa grazia insigne noi abbiamo già ringraziato la nostra Consolata con speciali funzioni all’Istituto. Dal canto vostro tralascierete le preghiere recitate finora dopo la S. Messa a questo scopo, e nella prima domenica dopo ricevuta la presente si canterà in ciascuna stazione un solenne Te Deum seguito dalla Benedizione del SS.; indi per otto giorni si aggiungerà nella messa la colletta Pro gratiarum actione.

Se questa grazia segnalata ci è argomento di santa esultanza, lo è pure di ognor più viva fiducia che la serie ininterrotta di benedizioni della nostra Consolata anziché diminuire abbia a crescere con il crescente sviluppo che tutti augurano all’opera nostra, ed in questa speranza e con questo augurio vi mando di tutto cuore la mia benedizione.