[vol. V, pp. 90-91, n. 551]
W. G. M. G.
S. Ignazio, 23 agosto 1908
Mio caro Benedetto,
Comprenderai che almeno è pari al tuo il mio dolore di non poterti più vedere e abbracciarti prima della tua partenza per l’Africa. Avrei voluto essermi teco più trattenuto in privato colloquio a S. Ignazio. Ma fiat voluntas Dei. Ciò che non abbiamo potuto dirci ce lo diremo per lettera; io ti scriverò prima che tu parta di costì, e poi in Africa ripiglieremo l’antica intiera espansione di lettere. Certamente tu ritornerai con il tempo a Torino, in caso estremo ai 39 anni. Allora forse io non ci sarò più, e sarò in Paradiso; ma ben dici che ci troveremo per sempre radunati con la nostra cara Mamma.
Ti manderò per compagno di viaggio il buon Don Morino e ti accompagneranno le nostre preghiere. Il Sig. V. Rettore ti spedirà quanto desideri; la roba che lasciasti a S. Ignazio e a Torino, la filarmonica desiderata, il revolver, ecc.
Sta certo che io continuerò a proteggere i cari Luigi e Celeste e procurerò che vivano da buoni cristiani. Tua madre venne a trovarmi giovedì alla Consolata e si dimostrò avere nulla contro di te. Il Signore permise quelle miserie perché non ti costasse troppo la partenza e sempre più ti affezionassi alle missioni. In Paradiso ci rivedremo in santa armonia.
Intanto io ho già parlato al Deputato Marchese di Saluzzo, il quale s’incarica di parlare presso il Ministro Tittoni dei nostri affari, e tiene per certo di sistemare tutto a nostro favore.
Per ora non scrivere ad alcuno il motivo della tua permanenza a Marsiglia e della tua partenza precipitata per l’Africa; fra pochi giorni ti farò sapere il modo di ciò annunziare a chi desideri scrivere.
Sta allegro nel Signore, il quale ti prepara tante grazie in compenso dei sacrifici; e stimati felice di soffrire qualche cosa per amor di Dio, così potrai dire con S. Paolo: ora incomincio ad essere vero discepolo di N. S. Gesù Cristo.
Tante altre cose nel Signore... aff.mo in G. C.