[vol. V, p. 137, n. 561] J. M. J.

Torino, 27 settembre 1908

Carissimo in G. C.

Già dal tuo Direttore D. Airaldi seppi ieri la notizia della grave malattia del tuo caro padre. Apprendo ora da te che il medesimo è passato a miglior vita. Nella dura prova ammiriamo la Divina Provvidenza che ti condusse a tempo al letto del morente, e certamente la tua presenza avrà servito a prepararlo al grave passo. Stamane i sacerdoti, i chierici ed i fratelli fecero la S. Comunione per l’anima cara che sapevano solamente ammalata, d’ora in poi pregheremo per il di lei eterno riposo.

Fa’ coraggio alla buona mamma ed a te stesso. Il Signore ha certamente tenuto gran conto a bene del padre dell’offerta fatta di te alle missioni. Fermati in famiglia per quel tempo che ti pare necessario a consolazione della mamma ed a disimpegno di ogni cosa. Dunque, coraggio in Domino, e io ti benedico. Aff.mo in G. C.