[vol. VI, pp. 158-159, n. 747]

J. M. J.                                                                                                

Torino, 7 giugno 1912

Carissimo P. Perrachon,

Vorrei che leggesse questa mia nella Cappelletta davanti a Gesù

Sacramentato. Si tratta di una notizia che non mi pare ancora vera; eppure la realtà si è che il buon padre è partito per il Paradiso nella notte passata. V. S. dica in mezzo al suo dolore il fiat in suffragio di quell’anima benedetta. A soli 52 anni era già maturo per il Cielo, dove avrà pure speciale gloria per aver di buon grado acconsentito alla sua vocazione.

Domenica, 26 maggio, venne a trovarmi; si confessò e comunicò nel Santuario, e poi nella giornata l’incolse una congestione cerebrale, che gli tolse parte della memoria. Ritornò tuttavia a Pinerolo, dove parve tranquillo e sano. Martedì venne di nuovo a Torino, dove il male lo incolse più gravemente, e fu necessario ricoverarlo all’Ospedale Martini che si trova presso l’istituto. Si sperò sempre nella guarigione finché replicati piccoli colpi apoplettici lo ridussero in fin di vita e spirò con la benedizione del nostro Cardinale e con i Santi Sacramenti.

Comprenderà il dolore della cara sorella in questi giorni. La zia di Torino l’assiste, e noi facciamo ogni nostro possibile. Il T. Gunetti si occupa del trasporto a Pinerolo, dove domani avrà sepoltura.

Quanto alla sorella e gli interessi stia tranquilla; io le farò da padre, com’essa desidera; farò che i parenti non la inquietino.

Essa è forte con i principi di fede, e il Signore l’aiuterà. Terrò lei al corrente d’ogni cosa anche perché essa è minorenne.

La SS. Consolata consoli V. S. e la renda forte come un apostolo... Già ho ordinato Messe per il padre; V. S. ne celebri secondo il regolamento.

Coraggio in Domino; e io la benedico.

aff.mo in G. C.