[vol. VI, pp. 181-182, n. 754]

J. M. J.

Melezet, 27 luglio 1912

Caro P. Costa,

Vedrai dalla lettera, che spedirai al padre del giovane Saffirio, la mia decisione. Non bastano queste ultime e momentanee scintille a distruggere le negligenze di tutto l’anno, specialmente riguardo alla vocazione, su cui ho dubbi fondati. Gli lasciamo ancora la speranza; e partendo si potrà dire a lui che ci pensi, si consigli e preghi; ai compagni che andò a casa per motivi di famiglia. Non è il caso di lasciar andare a casa il ch. Calandri; se mi scriverà il padre risponderò negativamente. Se non si troncano tali velleità, si finirà male. Puoi permettere al Bazzoli per qualche ora, andando e ritornando da S. Ignazio.

Bene degli esami; in fine, leggi tutti i voti, procura che siano piuttosto belli, specialmente quei di condotta.

Tante cose all’economo e a tutti, anche da parte del Sig. V. Rettore.

Il Signore vi benedica e faccia santi aff.mo in G. C.