[vol. VI, p. 188, n. 756]
Torino, 30 luglio 1912
Caro P. Dal Canton,
Dal complesso delle informazioni avute a tuo riguardo nei passati anni da Monsignore e ultimamente dal Vice Superiore ti devo dire che sono piuttosto dubbioso se debba o no ammetterti al giuramento perpetuo. Non che io creda ti manchi la vocazione, ma piuttosto perché mi pare che non vi corrispondi con impegno, sia nel correggerti dei tuoi difetti sia nell’acquisto delle virtù proprie di un missionario e di un religioso.
Non sto a ricordarti le tue deficienze che già ti furono fatte presenti da Monsignore e dal Vice Superiore, neppure saprei se ciò debba anche attribuirsi al genere di vita occupata piuttosto finora in lavori materiali, ma il fatto è che non sono tranquillo di accettarti senza che tu mi dia ancora una prova della tua sincera volontà di emendazione.
In conseguenza io ti proporrei di continuare ancora in missione con un giuramento di tre anni; dopo i quali prenderemo una risoluzione definitiva. Pensaci bene, prega e rispondimi con premura perché desidero che ti decida mentre sei costì e d’altra parte devo ancora chiedere alla Propaganda la facoltà necessaria per tale vincolo temporaneo.
Da parte mia ti raccomando tanto alla Consolata acciò t’ispiri per il tuo maggior bene e ti aiuti a farti un vero missionario.