[vol. VI, pp. 200-201, n. 759]

J. M. J.

Melezet, 12 agosto 1912

Caro D. Costa,

Ho letto le tue due lettere, e godo molto dell’allegria e del buon spirito dei cari alunni.

Procura che si ristorino le forze con passeggiate mattutine e serali, riserbando le due o tre di una giornata per quando siano più robusti.

Io mi sento meglio, e da una settimana corro per le montagne con evidente segno di ristoro. Deo gratias! Sia: per occuparmi secondo la S. Volontà di Dio con maggior forza a bene vostro. Il giorno 20 ritornerò sicuramente a Torino, e il sabato seguente verrò a S. Ignazio per un giorno. Arrivato a Torino, appena il Sig. V. Rettore potrà fare a meno di D. Perlo, questi andrà a S. Ignazio. Tu potrai allora ritornare a Torino, dove avremo molte cose da combinare. Nel viaggio di ritorno potrai passare a visitare i parenti. A S. Ignazio forse ritornerai per l’ultima settimana delle vacanze.

Voi costì facendo da voi Comunità potrete per la S. Messa osservare il vostro calendario. Il Cappellano quando c’è usi pure il suo.

Mi rincresce la postuma scoperta del Blandino; bisogna in avvenire che li mandiamo tutti dal Dottor Precerutti. Non mi pare conforme alla carità mandarlo via subito. Lo faremo appena ritornato a Torino, dopo la visita del medico.

Pazienza dell’Albis; bene del ch. Goletto; stia, e per il Vescovo vedremo. Al neo-aspirante venuto daremo il nome di Antonio.

Bene di Gemello e di Farina. Vercelletti è ancora da studiare; il caso è purtroppo comune a tutti quelli che vanno a casa.

E ora prego il Signore di benedire i miei cari missionari, la mia principale speranza e consolazione. Tutti corrispondessero alla grande grazia della loro vocazione! Raccomando loro vivamente la devozione a Maria SS. per la Festa dell’Assunta. In tale solennissimo giorno, se non hai prediche, leggi loro l’istruzione di Sant’Alfonso o altro sulla devozione alla Madonna (Selva).

Tante cose a tutti e pregate per il Vostro

aff.mo in G. C.