[vol. VI, pp. 428-429, n. 821]

J. M. J.

S. Ignazio, 11 luglio 1913

Caro D. Costa,

Ho ricevuto le tue due lettere e quella dell’economo e godo delle buone notizie del caro Istituto. Voi credereste che io pensi sempre a voi; invece questa dolce consolazione io la offrii al Signore, perché Egli tenga continuamente la sua santa mano su ognuno di voi e vi benedica continuamente. Nell’osservare questi ottantaquattro sacerdoti, che attendono seriamente ai S. Esercizi e procurano di prendere forti risoluzioni per la propria santificazione e per il bene delle anime da Dio loro affidate, penso quanto maggior impegno debbano avere i miei cari alunni missionari per santificarsi: essi che sono destinati quali apostoli non solamente a una Parrocchia o Rettoria, ma ad una moltitudine di gente... Voi felici, mi diceva stamane un degno Parroco, ai quali sarà dato di raccogliere non solo manipoli, ma veri covoni di anime.

Ecco, miei cari, come vi dimentico.

Faccio come Mosè sul monte, mentre voi combattete in pianura le battaglie contro i vostri difetti. Il Signore vi dia chiara conoscenza di voi stessi e molta grazia per risolvervi una buona volta a farvi veramente santi. S. Ignazio vi ottenga di prepararvi tali per quando verrete a visitarlo.

Andando in Curia per gli esami lascia che il C. Alasia assegni gli esaminatori che vuole; se domanda potresti suggerire D. Coccolo o il C. Bues. Se il ch. Calandri può contentare senza troppo spreco di tempo quel Sacerdote, lo faccia, anche aiutato da D. Dolza. Bene per D. Chiomio e D. Prina.

Dirai tante cose alla R. Superiora e alle Suore, cui non mi è ora possibile scrivere. Il Signore benedica te, il caro economo e tutti e tutte. In G. M. G. aff.mo P. S.

Ho ricevuto la cartolina di D. Dolza, che precede in gamba i cari coadiutori.