[vol. VI, pp. 440-441, n. 826]

J. M. J.

S. Ignazio, 18 luglio 1913

Caro D. Perlo,

Ti ringrazio della tua ben dettagliata lettera. Si vede che c’è in tutti buona volontà. Quel Beppino non è fatto per noi e così mi scrisse ieri domandandomi consiglio o meglio con risoluzione di partire. Fa’ che scriva, se ancora non l’ha fatto, per avere i denari per il viaggio. Avrebbe dovuto portarli quando venne, come gli avevamo scritto. E ciò si faccia al più presto per togliere un oggetto di pena in Comunità. Così lascierai ritirare dai parenti il giovanetto Gonella. Bisogna anche liberarsi al più presto dei due Farina, che non fanno per noi. Saputo il domicilio del padre, glieli mandiamo senz’altro. Il V. Rettore ha scritto al parroco di Nizza Monferrato per sapere se si trova colà. Darai l’unita lettera, dopo averla letta e suggellata al coad. Domenico. A me pare bene che vada due o tre giorni a casa al più presto per visitare la madre e il fratello ammalato. Ciò farà buona impressione e servirà a determinare quel falegname a venire.

L’economo di S. Ignazio ti ringrazia delle fotografie; ma non conviene farne altre perché troppo preziose per venderle.

Sarà partito con il signor V. Rettore D. Costa; avevano bisogno di un po’ di cura e speriamo buon esito. Tu con calma, senza troppo faticarti e con l’aiuto dei S. Angeli, terrai tutti nel loro dovere. Dirai a tutti che io prego per loro, per gli studi e perché siano devoti e obbedienti. S. Ignazio si prepara a dar loro presto il benvenuto per ristorarli e premiarli dei sacrifici che avranno fatto per amor di Dio.

Per tua norma io spero di ritornare a Torino sabato 26 corrente a sera. Se il T. Baravalle desiderasse Messe e confessori, mandatene; e voi stessi offritevi per la Festa di S. Anna.

D. Costa mi scriveva se poteva invitare per dare l’esame di Teologia speculativa il T. Baravalle: fai pure se ancora ne abbisognate.

Tante benedizioni di Dio su tutta la Casa… tuo aff.mo in G. C.