[vol. VI, p. 469, n. 837]

J. M. J.

Torino, 3 settembre 1913

Carissimo in N. S. G. C.,

È, per un superiore, intima consolazione il vedersi aprire il cuore dei figli, per i quali tutto si spende. È pure la via regia della perfezione religiosa. Godo perciò di quanto mi esprimesti, e mi dirai a voce e per iscritto. Il Signore ti benedica.

Le pene del passato ponile nel S. Calice; Gesù laverà ogni macchia e super nivem dealbabor. Prego la cara Consolata di ben preparare te e il buon compagno alla dignità sacerdotale.

Venendo agli affari di famiglia, fa’ pure come mi dici, e specialmente per la madre, fai bene a condurla in Francia. Prendi pure l’occasione dell’ordinazione, e recati in Francia sia per aderire al buon desiderio dei parenti, e sia per provvedere alla tranquillità della mamma. Scrivi colà e disponi tutto, con il tempo che sarà necessario per fare bene ogni cosa. Dopo la prima Messa nell’Istituto potrai andare a casa e colà farai quel che vorranno. Ti preparerò memorie da portar teco; ma la facoltà di benedire con le indulgenze non si dà che ai sacerdoti confessori.

Del resto, l’essenziale, sia per te sia per il compagno Maletto, è di entrare nel S. Cenacolo per meritarvi il cornu plenum della Grazia Sacramentale, che vi darà gli aiuti necessari per essere sacerdoti santi e zelanti.

Avanti con fiducia ed abbandono intiero in Dio, che può e vuole farvi santi per sua Sua Bontà e misericordia. Di’ ciò al caro Maletto. Vi benedico aff.mo in G. C.