[vol. VI, p. 483, n. 841]
Torino, 15 settembre 1913
Caro P. Gamberutti,
Ti ringrazio delle care notizie sul Collegio. Certamente è necessaria molta pazienza, «in multa patientia», e poi aspettare il tempo della grazia. Sono fanciulli incostanti; tuttavia il seme gettato con il tempo fruttificherà e verrà il momento della raccolta. E poi il Signore pagherà non secondo l’esito, ma il nostro lavoro. Io raccomando tanto alla cara Consolata quest’opera di suprema importanza.
Qui non ti dimentichiamo, e D. Costa ti ricorda sovente e ti scriverà. Tu però dovresti scrivere tanti bozzetti sui principini, che io potessi farli leggere in pubblico, specialmente agli studenti. Fa’ ciò minutamente; servirebbero anche per il periodico.
Fa’ coraggio e non abbatterti nei difetti; soprattutto opera sempre in conformità alle viste di Monsignore.
Saluta chi è teco. Ti benedico... aff.mo in G. C.