[vol. VI, pp. 546-547, n. 861]
SS. Consolata, 17 gennaio 1914
Carissimi in N. S. G. C.,
Sono contento della vostra confidenza; e dovete averla da buoni figli. Come padre vi dirò liberamente e chiaramente ciò che penso e intendo.
Il vostro desiderio d’Africa è conforme alla vostra vocazione, ma il tempo di andarvi è subordinato alla volontà di Dio che risulta dal mandato dei Superiori. Dovete in ciò temere l’inclinazione della vostra volontà che faccia preoccupare i disegni di Dio. D’altra parte sarebbe cattivo segno disgustarsi della Casa Madre, dove avete ricevuto e riceverete tante grazie per il miglior vostro apostolato. E poi, non sarà giusto rendere il pane, che vi fu dato, con aiutare i poveri e più che carichi superiori a portare il peso dell’educazione dei fratelli minori e delle opere che sostengono materialmente le Missioni!
Quanto poi all’esame di confessione è mia intenzione che si sostenga regolarmente dopo due anni di studi pratici, come si pratica in Diocesi. Non è giusto domandare al Cardinale che ci conceda in pochi mesi ciò che si accorda ai Diocesani solo dopo due anni di Convitto e dopo aver già studiato morale nei cinque anni di Teologia in Seminario. Aggiungo che non sempre i nostri fecero buona prova davanti agli esaminatori diocesani.
Eccovi aperto tutto il mio pensiero, che credo giudizio coram Deo; fate pure di ciò comunicazione, leggendo il presente biglietto, ai sacerdoti ed Ordinati nostri.
Il tutto ad majorem Dei Gloriam... aff.mo in G. C.