[vol. VII, p. 111-112, n. 920]

J. M. J.

S. Ignazio, 6 luglio 1915

Caro D. Costa,

Non è il caso di dirlo, se io mi ricordi del caro istituto. Tutti: Africa, sacerdoti, chierici, coadiutori e studenti, e specialmente soldati deposi ai piedi di S. Ignazio, per riprenderli nella mente alla fine degli Esercizi; ma il pensiero è sempre lì; ed io a santamente ricacciarlo perché ci pensi il Santo...

Godo delle notizie degli studi e degli esami. Penso che farà gran caldo poiché anche qui non fa freddo. Faccia coraggio a D. Meineri e ad Antonio.

La SS. Consolata assista i nostri soldati e li riconduca presto sani al nido. Sarebbe ottima cosa ottenere per i tre di Torino di fare gli infermieri in Piemonte; chiamino e se convenisse presentino una fede come l’ha già presentata sui soli studi di medicina.

Per le Messe dei due lascia stare; fa’ la nota di quel che sai e dalla al Sig. Vice-Rettore. Scrivi al compagno di Valdieri, ma per maggior certezza di’ che venga in agosto. Quanto a te usati, come ti dissi, ogni riguardo nel cibo, nel riposo e con frequenti passeggiatine.

Tante cose a tutti, e la benedizione dell’aff. in G. C.

P.S.

Faresti bene ad andare dal T. Corgiatti Curato di S. Massimo per sapere se poté raccomandare i nostri tre al Capitano.

Di’ tante buone cose alla R. Superiora ed alle buone Suore: S. Ignazio manda loro un po’ del suo spirito, come nella lettera sull’obbedienza.