[vol. VII, p. 134, n. 929]

J. M. J.

S. Ignazio, 26 luglio 1915

Carissimo D. Ferrero,

Le tue lettere mi sono molto gradite, più sono frequenti e lunghe. Esse saranno a te di conforto, e a me di grande consolazione. Non posso dirti quanto io soffra per tutti voi, e specialmente per te, che conosco molto sensibile spiritualmente e corporalmente. Prego continuamente la SS. nostra Consolata, perché vi sostenga nelle dure prove, e vi abbrevi il tempo delle dure prove.

Tu intanto continua il tuo buon ufficio con i confratelli; ne hai la missione da me. Ammonisci fraternamente, sostienili nello spirito, e soccorrili anche materialmente. Il Sig. Prefetto ti ha spedito L. 25; ma sono disposto a mandarti quanto vi bisogna non solo per necessità, ma anche per sollievo e consolazione. Scrivi liberamente. Così hai fatto bene per il ritratto che riceverò di cuore; fa’ pure con scioltezza in ogni altra occasione. So che ritornò in convalescenza D. Garrone. Resta lassù solo il buon confratello per il quale come per il coad. Savino prego specialmente.

Già avrai saputo dei 4 partiti, il Signore li aiuti...

Io ritornerò a Torino quanto prima e là rimarrò stabilmente. I chierici e i giovani, quest’anno non verranno stabilmente a S. Ignazio, ma solo ad tempus...

Coraggio dunque a tutti; e di’ loro che ti ubbidiscano nei comandi e nei consigli: in tutto.

Vi benedico ai piedi di S. Ignazio. Aff.mo in N. S. G. C.