[vol. VII, pp. 135-136, n. 930]

J. M. J.

S. Ignazio, 27 luglio 1915

M. R. e caro D. Costa,

Bene delle notizie della casa. Prega pure il T. Tamietti di correggere e dare i voti. Al canonico Dematteis diremo poi che per urgenza si è dovuto fare a questo modo. Per i voti di condotta siano generosi; e quanto ai promovendi régolati come già parlammo, lasciando bassi quelli che conviene ripetano; e quanto alle cose accidentali si dia a ciascuno il proprio merito.

Per Sant’Ignazio dividetevi in tre parti col rispettivo superiore: don Chiomio, don Maletto e tu. Così non farà tanta impressione a Torino, ora che dai giornali vedo che tanti profughi, specialmente ragazzi vengono introdotti. Tra i primi vi staranno quelli che verranno per la festa, gli altri verranno lunedì per tempo a piedi quanto possono. Portino seco nulla di vestiario, sabato sera ritorneranno, come siamo stati intesi. Sono però necessarie le missionarie per il mangiare. Però a pranzo lunedì faranno le Albertine, parlane al signor economo.

Leggo ora nel Momento d’oggi che ogni giorno cento ragazzi vanno a giocare e stanno tutto il giorno all’oratorio Salesiano; ed altrettante figlie dalle suore di don Bosco...; non vorrei il simile da noi con pericolo che vedano posti vuoti...

Del resto io domenica sera sarò a Torino, ma tardi da non poter venire all’Istituto. Tante cose a tutti, aff.mo in G. C.