[vol. VII, p. 176, n. 944]
Torino, 28 agosto 1915
R. e carissimo P. Gamberutti,
È da tempo che dovevo e volevo scrivere a te, ed a cotesti buoni giovani. Non è a dire quanto mi fecero piacere le due belle lettere, e la loro delicatezza di sentire. Scriverò di buon grado altre volte… Tu poi devi essere consolato del bene che operi in questa missione della massima importanza. Troverai come per il passato anche delle disillusioni ed incorrispondenze; ma non disanimarti; del bene se ne fa, e rimarrà. Continua con coraggio; ed io prego la SS. Consolata di ottenerti pazienza, prudenza e tutte le virtù necessarie a farti santo missionario, e a compiere il bene e con il maggior frutto l’attuale tuo lavoro.
Monsignore ti vuol bene, e ripone in te tanta fiducia; via dunque le pene e le ombre. Lavoriamo in Domino e solo per Lui. Ti benedico di cuore; aff.mo in G. C.