[vol. VII. pp. 218-219, n. 957]

W. G. M. G.

Torino, 15 ottobre 1915

Rev. Suor Margherita,

Ho ricevuto le tue lettere sino alla 15.ma, e te ne ringrazio. Desidero che continui a tenermi al corrente dello stato generale, ed anche particolare di ogni suora. E ciò alla buona senza paura di esagerare, o di far perdere la stima presso i superiori. So ben dare una tara, avuto riguardo ai malucci inevitabili ed i diversi caratteri. Però dall’ultima tua scorgo in tutte buona volontà, e desiderio di riparare alle miserie passate. Tu fa’ loro da madre, forte sempre, ma benigna; e sollevane sempre il morale. Il Signore farà il resto con la Sua grazia a tempo opportuno.

Mi pare ben fatta la distribuzione nelle Stazioni, ed anche il non avere per ora dato il titolo di assistente a suor Paolina, e suor Serafina. Le posizioni formano le persone se avranno la capacità e la volontà; tu guidale ed informati di tutto. È conveniente rispettare l’anzianità quando non siano inette, e non vi sono altre chiaramente e molto più idonee, anche al giudizio delle stesse suore. Procura che ognuna sciolga tutta la propria capacità nelle mansioni fissate; così si vedrà la formazione per l’avvenire.

Già il Sig. V. Rettore ti scrisse su Suor Filomena, eseguisci i di lui ordini; e speriamo in bene.

L’anzianità viene dalla prima professione, e gli anni si compi ranno non dalla partenza per l’Africa, ma da cinque anni dai primi voti.

Ti mandiamo vari dei libri domandati; se altri occorrono scrivi liberamente.

Ed ora coraggio a te ed a tutte, pensando sempre al fine per cui siete qui, e al premio che vi aspetta in Paradiso. Il Signore vi benedica, e la nostra carissima Madre, La Consolata, vi assista e consoli... Nel Signore aff.mo

N. B.

Le nostre suore di Lanzo non danno il titolo di assistente a nessuna che sia posta a capo d’una qualsiasi casa figliale. Studieremo e delibereremo; per ora non si dia.