[vol. VII, p. 424, n. 1037]
Torino, dopo il 12 ottobre 1916
Caro D. Chiomio,
Ho ricevuto or ora la tua lettera del 12 corrente. Mi consola di saperti abbastanza bene, e rassegnato alla permissione di Dio. Tieni il contegno che mi dici, ma con semplicità ed amabilità; del resto è meglio preferire l’italiano con coloro che sanno parlarlo. Quanto al tu, non fare il singolare, ma come la generalità. Soli Deo esto familiaris; così non avrai noie e dispiaceri. Il Signore ti assisterà in ogni cosa: protegam eum, quoniam cognovit Nomen meum. Abbiamo cercato dell’Altare portatile; ci fu promesso, ma non l’abbiamo ancora. Dei giovani già saprai i promossi al Chiericato. Quattro: Ruetta, Garrone, Mauro e Olivero ripetono, ma sono indolenti; anzi Ruetta lo mando a casa perché nei passati giorni rubò a tanti. Miserie... Per ora assistono il Sudd. Sandrone ed il Ch. Richetta. Il Ch. Sales desiderava di esserne esonerato. Coraggio tanto... Ti benedico. Se abbisogni di denaro ecc. scrivi.