[vol. VII, pp. 469-471, n. 1050]
Torino, 8 dicembre 1916
Mie care Suore Missionarie,
Per l’anno che sta per finire vi aveva proposto come virtù speciale da esercitare la povertà, sull’esempio del grande modello S. Francesco d’Assisi. Tra i motivi per cui avevo scelto questa virtù eravi la necessità di adattarci alle strettezze, in cui ci saremmo trovati, per il generale disagio economico, che cominciava allora a farsi sentire qui ed anche da voi. Ora questo disagio anziché diminuire è cresciuto a tal segno che l’esercizio della povertà è divenuto per tutti una vera necessità, ed è perciò che mi sento ispirato a proporvela nuovamente quale virtù speciale pel 1917. Non è però tanto la necessità che deve spingervi all’esercizio di questa virtù, quanto piuttosto l’obbligo che ne avete pel giuramento fatto nel consacrarvi all’Istituto, e pel dovere che, come religiose, vi siete imposto di tendere alla perfezione in questa, come nelle altre virtù proprie del vostro stato. Io spero dunque che di questa pratica vi farete tutte un impegno specialissimo nel prossimo anno, e ve lo domando quale un atto comune di quelle penitenze che il S. Padre non cessa d’inculcare per ottenere dal Signore la sospirata pace.
Il voto e la virtù della povertà hanno tali esigenze, che anche nelle Comunità più osservanti s’infiltrano talora abusi e libertà a questo riguardo; e perché questo non succeda a noi, ho pensato di proporvi alcuni appunti e riflessioni, da cui potrete rilevare chiaramente gli obblighi della povertà. È quindi mio desiderio che dell’unita Circolare si faccia la lettura spirituale – voi sole presenti – tutte le volte che durante il 1917 praticherete l’esercizio mensile della Buona morte: in seguito poi una volta all’anno, durante gli Esercizi Spirituali.
E per ben cominciare in cosa di tanta importanza desidero 1° che vi esaminiate, se tra gli oggetti che ognuna di voi possiede, siavene qualcuno preso da voi o datovi dalle consorelle o da persone estranee all’insaputa di me e della V. Superiora Gen.le, e senza il nostro permesso. 2° Perché possiate togliervi ogni pena o dubbio al riguardo ciascuna di voi farà un elenco completo e ben dettagliato di tutti gli oggetti del vostro corredo, dei libri e di qualunque altra cosa tiene presso di sé, e nel termine di tre mesi dopo ricevuta questa mia lettera, lo presenterà alla V. Superiora Gen.le. 3° A quest’elenco aggiungerete una nota delle licenze particolari che vi ho dato io di tenere ed usare libri od altri oggetti; come pure delle licenze che riguardo ai cibi, bevande ed uso di qualsiasi cosa della Comunità vi avesse dato la V. Superiora Generale in Africa. A questa poi io confermo l’incarico di esaminare tutti questi permessi – anche quelli dati da me – e di confermarli o toglierli ispirandosi unicamente al bene vostro e al buon spirito che deve fiorire nella Comunità. Quanto a voi raccomando di tenervi santamente indifferenti riguardo alle licenze che sarà per darvi o togliervi la V. Superiora Gen.le, secondo che dicono le Costituzioni Articolo 35.
D’or innanzi poi avvenendo che riceviate danaro o qualsiasi oggetto dai vostri parenti o da persone estranee, qualunque sia l’entità della cosa ricevuta, dovrete consegnarla alla V. Superiora Gen.le da Lei attendere il permesso di usarla per voi stesse, se ella crederà di concedervelo. Ricordo però l’eccezione dell’art. 29 delle Costituzioni, per cui se la cosa è notevole, non può darsi nemmeno dalla V. Sup.ra Gen.le la licenza di consumarla. Aggiungo ancora che per il danaro ed oggetti che io vi mando, o vi lascio mandare da altre persone, non intendo per ciò solo di darvi licenza di usarli, ma per tale licenza dovrete rivolgervi alla V. Superiora Gen.le, come vi ho detto. Ora non mi resta che esortarvi con tutto l’affetto di padre a voler profittare degli insegnamenti e norme della Circolare, e ad uniformarvi alla medesima con grande generosità d’animo, aspirando fino ai gradi più alti della virtù della povertà. E ciò non troverete grave se ripensate alla generosità con la quale vi siete dedicate all’apostolato disposte anche a subire il martirio. La SS. nostra Madre e Patrona vi aiuti sempre e benedica le vostre fatiche, a conferma della benedizione che vi imparte.
Il Vostro aff.mo padre e Superiore