[vol. VIII, pp. 312-313, n. 1271]

Torino, li 3 marzo 1919

Carissimo P. Gays,

Dall’ultima lettera V. S. avrà compreso che io avevo su di Lei qualche progetto, che da tempo andavo maturando.

Il Signor V. Rettore ed io andiamo invecchiando, e prima di morire desideriamo sistemare l’istituto per la sua futura stabilità. Certamente il posto più importante è il Superiorato di Casa-Madre. Questo deve venire ad occuparlo V. S., che pel primo vi entrò, e ne sostenne le prime prove. L’esperienza acquistata in Missione ben servirà alla retta formazione dei futuri missionari... Nutro ferma fiducia, che V. S. accetterà il mio invito quale segno di paterno affetto e per la maggior gloria di Dio.

Ho avvertito Mons. Perlo, con il quale V. S. concerterà il tempo propizio del suo rimpatrio.

La nostra S. Consolata la benedica. Suo aff.mo in G. C.