[vol. VIII, p. 403, n. 1292]
S. Ignazio, dopo il 2 luglio 1919
Carissimo P. Gallea,
Prima di partire da Torino ebbi un dolore che ti espongo.
Mi venne detto che i Chierici hanno sparso l’idea che a S. Ignazio per quest’anno non sarebbero più andati a Lanzo per il trasporto dei viveri, ma si sarebbe provvisto un cavallo con il carretto. Di ciò io so nulla, né so con quale fondamento si parli.
Una cosa che mi fa pena si è la ripugnanza che indurrà questa ciarla a fare dette passeggiate, che in passato si facevano in generale come un dovere e di cuore. Era pure questa un’opera di preparazione al lavoro in Missione, di necessità a poveri quali siamo. Parlane al Sig. V. Rettore sul modo di correggere ed estinguere l’insubordinazione.