[vol. IX/2, p. 130, n. 1657]
S. Ignazio, 27 giugno 1923
Caro P. Gallea,
Ho ricevuto stamane l’unita lettera. Penso che il Ch. Marcellino sarà tuttora nell’Istituto, mentre io gli aveva fatto dire che ritornasse a casa.
Se si ragionasse col cuore farebbe piacere di riaccettarlo almeno nel prossimo autunno. Ma riprenderlo e fargli poi fare i voti ad un ammalato e bisognoso di cure tutta la vita non si può; perciò io l’aveva licenziato con la sola speranza di riprenderlo veramente guarito, chierico o sacerdote, esibendomi a raccomandarlo al Vescovo di Cuneo. Bisognerebbe sapere se non ha altro male che l’appendicite; in tal caso quest’autunno potrebbe subire l’ope-razione e vedere se guarirà bene. Ne parli con i Superiori, e decidano il da farsi; in ogni caso vada a casa fino a quest’autunno.
Pregate per me in questi lunghi giorni d’esilio. Presso S. Ignazio vi benedico.