[vol. IX/2, p. 134, n.
S. Ignazio, 10 luglio 1923
Carissimi Padri Spinello e Sciolla,
Perdonatemi se sono costretto a scrivervi insieme, mentre vorrei avere tempo a mandarvi una lunga lettera ciascuno.
Ho letto le feste fatte ai venuti e venute, e ne rimasi consolato.
Sarebbe pure mio vivo desiderio di mandare anche per voi Suore, ma non so se si potrà ciò fare presto.
Fate quel che potete, e Dio ne sarà contento.
Tu P. Sciolla farai i voti perpetui.
Vi benedico di tutto cuore. aff.mo in G. C.