[vol. IX/2, pp. 174-175, n. 1669]

J. M. J.

Torino, 22 agosto 1923

Caro P. Gays,

Sono contento delle buone notizie di tutti. Il Signore li benedica perché crescano nel buon spirito e nella disciplina.

Oggi speravamo la tanto desiderata pioggia, ma venne poca; venisse più costì pel bisogno che ne avete!

È venuto ieri da me il Tibaldeschi. È persona seria, e spero riuscirà: siamo stati intesi che verrà a provare dopo il quindici di Settembre. Inclina a studiare per riuscire sacerdote, e non vorrebbe progredire gli studi di medicina; ma di questo vedremo a suo tempo.

Il Ch. Bosca mi scrive di andare in patria; come V. S. me ne aveva già parlato, si potrebbe lasciare andare per poco.

Al Sacerdote di Saluzzo scrissi che fissasse al Vescovo la sua partenza per gli Esercizi, ed il fratello potrebbe ancora venire prima.

Dei ragazzi io rimandai tutti ai primi di settembre. Non possiamo che prenderne dieci, mi dicono; faremo la scelta.

Quei di Riva si presentino allora, e vedremo. Quello di Barge non conviene perché senza padre e senza madre. Venne uno di Bene, si disse indirizzato dal nostro P. Borra; non conviene a vederlo, e pare abbia la vocazione, non lui, ma la madre.

Il Ch. Favaro presentò uno di Poirino. V. S. tenga la lista, cui io unirò la mia e decideremo.

Fate buona provvista di salute per poi lavorare nel prossimo anno. I giovani siano riconoscenti alla gran grazia che ricevono; e S. Ignazio ne sia contento. Benedico tutti di gran cuore... aff.mo