[vol. IX/2, pp. 702-703, n. 1710]

Torino, dopo il 30 novembre 1923

Il nostro Istituto come ogni altra Religione, è retto da proprie Costituzioni, e da un Direttorio o Regolamento.

Le Costituzioni, dopo un necessario esperimento, vengono approvate definitivamente dalla Santa Sede; e questa grazia fu benignamente concessa anche a noi il 7 settembre 1923 dalla Sacra Congregazione di Propaganda Fide. Eccovi la “magna carta” e come il secondo Vangelo su cui dobbiamo formare la nostra vita religiosa missionaria. In tanto avremo la benedizione di Dio su di noi e le nostre opere, in quanto le studieremo e metteremo cordialmente in pratica.

Via pertanto quei dubbi che alcuni pochi sollevarono specialmente sul voto di povertà. La questione toccherebbe solamente quelli che emisero i voti perpetui prima del Decretum laudis, cioè del 28 Dicembre 1909.

Nel concederci questa provvisoria approvazione, la Santa Sede ci pose l’obbligo di aggiungere la condizione della licenza per servirsi anche dei beni propri, come l’hanno i padri Lazzaristi. Io allora subito comunicai la cosa in Casa-Madre e ne scrissi ai missionari in Africa. Posso ciò attestare con tutta certezza davanti a Dio; e più tardi ve lo confermai specialmente nella venuta del compianto nostro Vicerettore.

Tanto dovrebbe bastare, ma per troncar assolutamente ogni dubbio, volli interpellare in proposito la Sacra Congregazione di Propaganda e ne ebbi la risposta che vi pongo in fine.

Il Direttorio poi prescritto dopo le Costituzioni, fu redatto dal Capitolo generale e ve lo propongo in esperimento. Ricevetelo con buon spirito ed aiutate i Superiori a completarlo secondo i bisogni di ciascuna Missione. Viene esso come complemento e spiegazione delle Costituzioni, e va osservato come un secondo mezzo per la santificazione vostra e delle anime infedeli.

Unanimi nel buon spirito vi benedico.